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venerdì 29 gennaio 2010

Without the city lights



Venerdì è sempre Fac Meeting e questa volta il posto selezionato da Vicky era Boilermarket, un ristorante-bar famoso per la pizza e per la birra molto economica..infatti con 4 dollari ti danno un "catino" di birra da gustare o trangugiare con il cibo o senza..se la vuoi prendere bella!! La pizza era ok, niente di eccezionale ma piccante al punto giusto tanto che la birra ci si sposava appieno. Non c'era la folla di due venerdi' fa ma eravamo comunque una ventina di comunicatori. Non c'era nessuno dei ragazzi con i quali ho legato di piu' ma è stato divertente lo stesso parlare con gli altri e scambiarci idee e pensieri. Poi alle 8 sono tutti scappati..chi a casa, chi a giocare a beerpong, chi a Black Sparro a bere, chi a fare gli affari propri. Io sono rimasto con Xiyang che intanto mi era venuto a trovare dopo aver cenato con il mio replacement Lee a Noodle Company. Lo vedete per la prima volta in una delle foto del post. Fuori faceva un freddo da paura cosi' siamo rimasti a berci la birra e poi siamo andati a Greyhouse a farci un gelato..ma sopratutto a sentire un concerto live. Musica acustica sotto la guida della chitarra e della voce velluttata di Mike, un cantante originario di Chicago ma che ora abita a West Lafayette. La coffee house era come dicono qui packed...non ci si stava dalla gente ma noi avevamo due buoni spot vicino all'uscita. Mi sono proprio divertito a sentire cantare Mike, accompagnato da Rebecca e da due musicisti..per qualche canzone. Per il resto solo chitarra acustica...canzoni originali dell'album "Without the city lights" e qualche cover..tra cui una Karma Police dei Radiohead..da paura!! Amo ascoltare la buona musica live e ogni volta che mi presto a questa attività, non so come mai ma qualche forza strana mi pervade le viscere e mi muove tutto dentro. Sulle note della musica di Mike ho cosi' ripercorso questi 3 mesi a Purdue e l'ultimo anno della mia vita.."ma che ci faccio io qui? perche' in questo posto? cosa voglio nella vita? come sarebbe bello non essere solo in questo momento... cosa farò da grande? mi mancherà questo posto? non vedo l'ora di tornare! ritornerò qui? sono pronto?."..queste e tante altre cose mi hanno pervaso con un misto di felicità, incoscienza, tristezza e malinconia..senza un ordine, come preso in un grande pazzo frullatore nel quale i pensieri si mischiano con le emozioni, le paure, i sentimenti e le aspettative..Lo so sto diventando un po' paranoico, ma queste settimane finali del mio stare qui sono così dense di sentimenti che ogni giorno che passa ne vale per due..Ma sto bene e quando come stasera sento la musica di Mike mi rilasso e penso che sono fortunato ad avere attorno a me persone che mi vogliono bene e devo essere contento di quello che sto facendo adesso.. ma che non bisogna fermarsi mai a guardare troppo indietro..sennò tutte le luci della città piano piano si spengeranno!
In realtà nel bar non sono solo, ma penso che sarà capitato anche a qualcuno di voi di sentirsi solo nel mezzo di tante persone..solo anche nel senso di diverso e unico con i propri pensieri...condividere un luogo o una canzone non significa condivere l'anima. In realtà qui vorrebbero che convidessi altre cose..con Xyang condivo la camera e i bei momenti di queste serate...ma per il resto chiedere a una ragazza turca che con una delle scuse piu' ovvie e banali (ma ti ho già visto?) mi attacca bottone e mi dice quanto si sente sola da quando si è lasciata con il suo ragazzo...ma io non abbocco...sono solo per Mike e la sua chitarra. Il concerto finisce e vado a stringergli la mano..gli dico che portero' la sua musica con me in Italia!! Vado al bancone e compro il suo cd, quel cd che ancora suona qui nelle mie cuffie nel mezzo della fredda notte di West Lafayette.

domenica 24 gennaio 2010

Fratelli d'Italia a Purdue


Allora è vero che ci sono gli italiani a Purdue!! Devo dire che stasera ne ho avuto la conferma..no non ho incontrato i due fratelli ingegneri che mi avevano contattato prima di Natale (a proposito chi li ha piu' sentiti?!). Ma stasera ho incontrato Linda, una ragazza di Milano che è venuta a fare la laurea undergraduate qui in Indiana dove aver preso la triennale al Poli. Linda è la roomate di Jessica, l'amica cinese del mio coinquilino Xyiang..per cui ieri sera, dopo un'intera giornata passata sui libri a studiare qualitative research per la classe di domani, ho accettato di andare a cena con i tre. Quando ho incontrato Linda è stato strano perche' non sapevo se parlarle in italiano o in inglese...troppo strana come sensazione quella di parlare dal vivo (e non con Skype) con qualcunonella lingua natia. Siamo andati a cena a Lafayette e faceva un bel freddino per cui abbiamo preso l'autobus da Lyli, un building vicino alla PMU. Xyiang voleva portarci a cena in un ristorante italiano ma, arrivati lì, il locale chiamato Adelino (come il vecchio tuttofare di Via Salaria a Roma) era strachiuso per turno. La domenica è un giorno strano qui: molti locali sono chiusi e non si possono vendere alcolici nei bar..così mi dicono! Allora siamo andati da Chamley, il vecchio pub sportivo che non tradisce mai..e che mi fa entrare anche senza passaporto!! Abbiamo cenato e visto una partita di football americano. Qui escono tutti pazzi per questo sport: e poi i Colt, la squadra di Indianapolis si era appena classificata per il SuperBowl del 7 febbraio battendo i Jet di Pipazzo. Linda e Jessica sono molto simpatiche e con Xyiang mi trovo bene. Tra un chicken wing e uno screwdriver abbiamo parlato di mille cose e della vita degli studenti a Purdue, oltre che di Ed e del suo market a casa. Ogni tanto la conversazione switchava in italiano, ma poi ritornavamo all'inglese visto che i temi interessavano tutti. Dopo la cena siamo tornati a piedi a West Lafayette, passando per il pedestrian bridge che vedete nella foto, e ci siamo fermati al Greyhouse a farci un gelato al pistacchio. Buonissimo!! Abbiamo deciso che andremo assieme a giocare a Wallyball, uno sport che non avevo mai sentito e che è una pallavolo dove si possono usare anche le pareti per fare punto...e poi forse Linda mi metteva in contatto con dei suoi amici per andare a giocare a basket. Vedremo. Salutata la cinese e la connazionale siamo rientrati a casa con Xyiang e poi ci siamo fermati sulla porta a chiacchierare. Come vi dicevo gli faccio un po' da fratello piu' grande, visto che è solo in questa città come me, e ogni tanto mi chiede consigli e mi racconta le sue serate e le sue paranoie con le donne. Un po' di spirito di camerata non guasta mai e almeno un minimo di rapporto in casa si sta creando al di là dei buongiorni e buonasera. E di questo ne sono finalmente contento!!

sabato 23 gennaio 2010

Una sera a casa di Zhou



Sabato movimentato oggi...finalmente, dopo tanti giorni abulici e mono-toni! Infatti oggi era prevista una bella cena italiana a casa di Zhou e Shaunak, due phd studenti in comunicazione. Lei è cinese e l'ho conosciuta al corso di Jn, lui è indiano e l'ho conosciuto al computer lab. Convivono da un annetto, ed è una delle tante coppie multiraziali che ci sono qui in giro. Sono passati a prendermi alle 12 e poi siamo andati a raccattare Isacc..destinazione Indianapolis. Ci siamo fermati per la strada per uno spuntino messicano e poi via verso la città dei Colt. I ragazzi infatti volevano portarmi a fare la spesa da Trader Joe, un alimentari di ottimo livello, con cibi e prodotti italiani..La spesa è stata uno spettacolo: c'era la bresaola e la pancetta!!! e come vini ho scelto un santa cristina e un fantastico passito di Pantelleria..che mi mancava un botto e che mi ricorda troppo le cene con Lucio, Piero e Nicco...ragazzi non vedo l'ora di rifarne una al mio ritorno!!!
Fatta la spesa mi hanno portato a fare un giro in macchina a downtown Indianapolis, così che la potessi vedere. In realtà volevamo fermarci nella piazza principale ma ra un matrimonio con damigelle vestite di viola, 4 macchine di coops e parcheggio zero abbiamo deciso che era il caso di tornare verso West Lafayette. E cosi' è stato. A casa ci ha raggiunto anche Suket, un altro Phd student pachistano, e abbiamo cominciato a preparare la cena...più o meno ho fatto lo stesso menù di Terera, con l'aggiunta della bresaola condita e Zhou ha fatto il tiramisù: ma la sua ricetta diceva di immergere le "lady fingers" (biscotti simili ai savoiardi) nel Bayles e caffè!! Va bene lo stesso!! Non si formalizza nessuno!! Io avevo portato una bella bscatola di cantuccini e il caffe' italiano con la moka per cui era prevista davvero una bella cena. E così è stata...hanno ripulito tutti i piatti e i vassoi..e scattate tante di quelle foto che sicuramente finiranno su Facebook tra qualche giorno. Dopo cena abbiamo fatto un gioco molto divertente Apple to Apple, sorseggiando il passito e aspettando che il tiramisu' si rapprendesse un po' nel frigo. Verso le 22.30 è scattata l'ora del dolce..e forse per colpa del Bayles o delle farfalle sulle pareti, la conversazione si è spostata su temi davvero pesanti per un sabato sera tra cui la meritocrazia nell'università e la riforma sanitaria di Obama all'interno delle politiche globali di salute e sicurezza..per cui dopo un po' la mia palpebra è calata!!!Anche perche' cucinare per due ore stanca, e non poco. Ora sono appena rientrato a casa, soddifatto. Ho passato davvero un bel sabato in compagnia. Mi ci voleva proprio!!!

venerdì 22 gennaio 2010

Un venerdì in sordina


Oggi la giornata è cominciata presto..sveglia alle 7 e colazione, pronti per prendere il bus delle 7.55 per andare in piscina. Eh avevo deciso di cominciare di andare in piscina con Rahul, uno dei PhD student, che mi aveva contattato la sera prima dicendomi se andavamo assieme. Cosi mi sono presentato all'appuntamento al Corec (che vedete in foto), ho comprato gli occhialini e la cuffia, e mi sono messo ad aspettare...Rahul non arrivava e non ha nemmeno un cellulare per chiamarlo..cosi' dopo 40 minuti che lo aspettavo sono andato a vedere in piscina, sono tornato, non c'era e cosi' sono andato a correre. Ho capito che fare attività fisica mi fa bene, perche' mi fa sfogare delle arrabbiature, delle fasi lunatiche e ombrose di questo soggiorno, ora a farmi perdere qualche kilo..che non guasta mai viste le schifezze americane e le cene italiane che organizzao. Dopo un'oretta ho fatto la doccia e all'uscita degli spogliatoi ho trovato Rahul che era appena uscito dalla piscina...non ci eravamo capiti sugli orari e cosi' per rimediare siamo andato a prenderci un caffè assieme al Htm Bar vicino a Beering. E' stata una conversazione piacevole e a tratti anche seria sulle teorie della comunicazione..poi sono andato da Jn in ufficio e abbiamo pranzato assieme a Windsor. Dopo l'abbondante pranzo abbiamo lavorato un po' ma, tra le mille chiamate e la moglie che lo stressava che lo era venuto a prendere all'università, alla fine abbiamo fatto meno di quello che sperassi...Cosi' mi sono arrabiato di nuovo, perche' odio sul lavoro le situazioni di stallo e di continui aggiornamenti per mancanza di tempo di discussione. Allora mi sono messo a studiare di brutto nella mia nuova stanza: non avevo voglia di andare al solito incontro del venerdi'..non ero nel mood giusto per stare con oltre venti persone a fumare il narghile'..cosi' sono rimasto lì a studiare fino alle 9 circa quando ho sentito Lisa e Shav e abbiamo deciso di farci un drink. Devo dire che mi ha fatto bene fare due chiacchiere e bere qualcosa a Black Sparro..loro vogliono venire a trovarmi in Italia questa estate e così abbiamo parlato di Siena, Roma e la Toscana. Io mi sono riattivato nel mood giusto. Poi alle 10.30 sono rientrato a casa e le ho lasciate alla pazza night life di West Lafayette...ora infatti vado a letto...domani mi aspetta una serata da chef e la mia prima volta (spero) a Indianapolis!!! Keep in touch

lunedì 18 gennaio 2010

Fumi di padelle e di camini


Oggi in America è festa: è Martin Luther King Day, un giorno che la comunità dei neri celebra con grosso orgoglio. L'università è quindi chiusa e così tutti gli uffici pubblici. Io stamani mi sono comunque svegliato presto perchè volevo staudiare: vi dicevo che ho mille cose da fare e domani ci sono le lezioni e devo leggere le 120 pagine che Sorin Matei ci ha assegnato per questa settimana sul tema delle community on line. Leggere in inglese vi assicuro che mi stanca comunque, anche se ormai da quasi tre mesi ci sono abituato. L'altra cosa che mi stressa un po' è l'estensione del visto per le altre due settimane che rimarro' qui a Purdue per finire alcune ricerche e seguire i corsi. Domani mi aspetta un giorno cruciale e spero di risolvere il problema con l'ufficio relazioni internazionali e Vicky.
La mattina però non è andata proprio come volevo perchè Skype l'ha fatta da padrone: pensate che sono anche riuscito a stare mezzora con Maurizio per la nuova edizione di Compu-tec (per chi non conoscesse il progetto ci dia un occhio qui) ...ma la salvezza è stato Paolino che con una pazienza infinita mi ha aiutato a trovare il buggaccio che si nascondeva nel mio computerino bianco e che non mi permetteva di aprire nessuna pagina web nonostante la connettività funzionasse. Grazie ancora Paolo!!! Così il pomeriggio è arrivato e poi volato nella lettura di un po' di Rheingold...e alle 5 è venuto Jn a prendermi perche' facevamo una cena a casa sua con Seyoung e la sua assistente coreana. Mentre uscivo ho visto Ed che trafficava con uno scatolone gigante con su scritto Eggs, davanti al camino..ma chissà che combinerà!
La cena è stata divertente e, anche se la moglie avrebbe cucinato coreano, mi sono dilettato ai fornelli per una splendida amatriciana!! Jn ha voluto farmi da suichef e cosi' ci siamo divertiti e applicati in un gioco di squadra che ci ha portato a impiattare dei rigatoni niente male, anche se con troppa cipolla (ma a loro piace così). Poi Yu-ra ha preparato il barbecue e, a causa di un po' di fumo per colpa del maiale, abbiamo dovuto aprire la porta di casa...non era freddo (relativamente alle temperature di qui) e poi comunque i bicchieri di Chianti e di vino della cantina Coppola avevano aumentato la temperatura in ogni caso. Assieme alla carne Yu-ra ha portato anche tanti piccoli piatti di verdure e qualcuno di pesce: i coreani (cioè tutti eccetto io) erano strafelici. Poi siamo passati ai dolci italiani (le ultime scorte) e per concludere un bel caffè lavazza qualità rossa direttamente dalla moca di 810 North Grant Street. A proposito di casa, finita la cena, la studentessa mi ha portato a casa visto che abita da queste parti. Appena ho varcato la porta ho capito che era successo qualcosa! Ed aveva tentato di bruciare lo scatolone e le sedie, cose che brucia spesso, e si era affumicata tutta la casa. Pareva di essere in una cortina fumogena, non avete idea...e nessuna finestra era aperta. Sono salito in camera e per fortuna avevo chiuso la porta ma il fumo era entrato dalle bocchette del riscaldamento e da sotto la porta. Un avello, pareva di esse alla festa della castagna all'Amiata vicino al braciere quando lo spengono con l'acqua... il camino per fortuna non aveva preso fuoco!! Ho bussato a Arthur che mi ha raccontato la scena ...e la cosa piu' assurda è che non hanno voluto aprire le finestre della casa per non fare uscire il caldo del riscaldamento...per cui hanno acceso gli aspiratori di cucina e del bagno di sopra, sperando che assorbissero il fumo...secondo voi? Intanto ora ho spalancato le finestre e chiuse le bocchette del termosifone...senno' mi sa che qui con l'asma che mi ritrovo stanotte boccheggio...di sicuro domani mattina profumero' come un fiore! Sì ma carbonizzato!!
Eh se non ci fosse Ed a rallegare questa casa...

domenica 17 gennaio 2010

Brunch and soccer!!



Oggi ho partecipato al mio primo bruch americano. Per chi non lo sapesse tra i miei lettori del cyberspazio, bruch è una crasi tra due parole: breakfast e lunch..insomma un pasto unico che "mischia" assieme alcune pietanze della colazione americana (uova, salsicce, caffè) con alcuni cibi tipici di un luch più articolato. Ero stato invitato il giorno prima da Steve e Patrice e cosi' ho accettato volentieri di partecipare al brunch di casa Wilson. Alle 11 mi è venuto a prendere Steve e siamo subito tornati a casa ad aiutare a finire di preparare le ultime cose. Pensate che Patrice ha 6 figli di cui 5 ragazze..ormai le chiama per numero e mi ha detto che spesso non si ricorda tutti i compleanni..Steve è il secondo marito dal quale ha avuto l'ultima figlia che ha 15 anni. In casa c'e' anche un grazioso canino di nome Cameron e un gatto che non so come si chiama. Al brunch c'erano le figlie numero 2 e 3 (gemelle) e le numero 5 e 6..poi una coppia cinese con figli, una studentessa cinese di comunicazione e qualche professore del dipartimento, piu' Theresa la vicina amante dei cavalli dalla quale avevamo fatto il party natalizio. Il cibo era davvero tanto: si spaziava dalle scrambled eggs, alla patties (mini humburger), salsicce, french toast, insalata mista, patate con peperoni, fagiolini con mandorle, macedonia, cantuccini (portati da me), creme brule' e altri cose dolci..poi champagne, caffè, coca. Nel pomeriggio io sono rimasto a studiare nel basement dove Steve ha l'ufficio..sono tante le cose che ho da fare prima di partire e spesso mi sento quasi in colpa anche a dedicare il tempo a questo blog..ma se lo chiudo lo so che mi odiereste e cosi' resisto..barcollo ma non mollo.. Alcuni di loro sono andati a vedere la numero 6 che faceva un concerto di piano, mentre la numero 5 aveva le foto delle cheerleaders a scuola. Poi è arrivato anche il numero 1, l'unico figlio maschio, mentre la figlia numero 4 l'avevo conosciuto la volta precedente..ora ho davvero tutto il quadro completo..o la tavola numerica completa direi.
Alle 6 io e Steve abbiamo salutato l'allegra e numerosa compagnia e siamo andati a giocare a pallone. Era l'ultima partita dei Manchester Red della prima fase della lega amatori di West Lafayette. Chiaramente, come la Juventus, abbiamo ri-perso: nel primo tempo abbiamo retto poi nelle ripresa siamo crollati sotto i gol e l'agonismo degli avversari. Matt, l'amico di Bhushan, ha segnato l'ultimo gol della stagione mentre Nick e l'altro Matt non sono riusciti a "marcare il gol" colpa un po' di sfortuna e una condizione fisica un po' precaria. Io a segnare non ci sono andato nemmeno vicino visto che spesso mi sono trattenuto in difesa o largo sulla fascia..e mi sono divertito a pressare cosi' sudavo anche di piu' viste le dimensioni del campo. Comunque in 4 partite mi sono divertito e almeno un gol l'ho fatto e questo rimarrà impresso negli annali della mia esperienza qui in Indiana.

sabato 16 gennaio 2010

A cena da Teresa


Sabato di cucina oggi a West Lafayette. Infatti avevo promesso a Teresa che avrei ricambiato il suo invito per Thanksgiving cucinando cibo italiano per lei e la sua famiglia...e così è stato! Infatti dopo una giornata passata sui libri tra casa e dipartimento, dove ho rivisto Jn dopo il suo rientro dal Maryland, la segretaria del dipartimento mi è venuta a prendere a Beering per andare a fare la spesa. Il menù lo avevo in testa e così la spesa è stata abbastanza veloce e siamo arrivati a casa dove mi aspettavano Corina, Isahc e Lee. Il menù era abbastanza articolato: i miei ormai classici antipasti mascarpone e salsiccia caldi e mascarpone e noci freddi. Poi mi sono messo a fare una bella pasta alla carbonara (che proprio mi ci andava) e un risotto allo zafferano e zucchine. Il cibo è venuto molto buono e tutti hanno mangiato tutto eccetto Corina che è davvero picky nei gusti. Non le piace quasi nulla e cosi' tutto quello che non è pollo o cioccolato non lo mangia..per fortuna le è piaciuto il risotto!! Peggio per lei che non assapora i veri gusti italiani e la diversità dei cibi. Avevo fatto anche il dessert, con i suggerimenti di Paolo: una mousse di ricotta con Nutella. Una bella bomba calorica. Devo dire che sia teresa che isahc mi hanno aiutato un sacco a tagliare, sistemare e impiattare le pietanze, mentre Corinna faceva un puzzle e Lee ascoltava musica metal e guardava il footbal in camera sua. Da bere, dopo l'esperienza del party natalizio a casa di Jane, Teresa aveva giustamente scelto cubalibre, o come dicono qui rum and cooke. Per cui la cena è stata accompagnata da Cuba "a nastro" e questo è stato positivo per il dopo cena quando ci ci siamo dilettati alla Wii. Per chi non la conoscesse è una consolle che si attacca alla tv e consente di fare giochi e sport, da soli o in coppia, grazie a un joypad interattivo che si punta verso il televisore. Il primo gioco è stato bowling...e lì è stata una battaglia tra me e iSAah per la vittoria. L'ho spuntata io all'ultimo tiro, con una palla che ha abbattuto i due birilli che mi servivano per la vittoria...nella foto vedete la disperazione di Isahc (davvero un grande ragazzo) per la mia vittoria. Poi è stato il turno del tennis..davvero fico e successivamente un gioco dove bisognava abbattere conigli con un martello mentre si ballava in discoteca..una cosa stranissima ma divertente e stancante, tanto che alla fine ero sudato! La serata è passata veloce e alle 11 Teresa mi ha riportato a casa dove ho visto entrare dalla porta Ed! Eh sì è finalmente rientrato all'ovile il mio idolo..chissà quante ne combinerà nei prossimi giorni!!! Curiosi? un po' anche io!!

venerdì 15 gennaio 2010

Back to FAC


Finalmente è venerdì..finalmente ritornano gli appuntamenti con i FAC meetings, gli incontri ludici della facoltà. Infatti questa è una delle poche occasioni nelle quali mi sento a mio agio con la mia anima socievole e divertente che qui in Indiana è stata messa a dura prova in queste settimane di visiting. E poi è anche una delle poche occasioni nelle quali esco dopo le 5 senza andare in paletra o a vedere qualche partita di basket. Per cui bene venga l'incontro di stasera al Buffalo Wings, un ristorante specializzato in ali di pollo con salsa barbecue o piccante. Tralasciando tutta la giornata di oggi passata sui libri e sulla tastiera a cercare di scrivere qualcosa di decente per la ricerca, mi sono presentato al meeting con il mio solito ritardo di mezzora. Infatti non ce la faccio proprio ad essere puntuale in queste occasioni, visto che mi tocca esserlo per quelle accademiche.
La serata è scorsa via piacevolmente e ho parlato con tanti colleghi di PhD e con alcuni del master program con i quali seguo i corsi di Metodologie e On line Interaction. Il cibo era decente..io ho scelto un chili queso burger e delle belle onion rings accompagnate da una birra locale. Eravamo una ventina...dopo un po' sono arrivate anche Shavonne e Lisa che mi hanno detto che vorrebbero venire a trovarmi in Italia questa estate!! Yes, ho detto loro..no problem..cosi' abbiamo deciso che ci vedremo per un pranzo cosi' che posso aiutarle a fare un piano per il viaggio. Dopo aver cenato ci siamo sparati altro malto e poi siamo andati a Black Sparro un locale a Lafayette. Il troppo fumo e le centinaia di persone che impedivano ogni movimento ci hanno fatto spezzare il gruppo..una decina sono rimasti lì nella cortina fumogena, mentre in altri, che vedete in parte nella foto, siamo andati da Chemley, un pub fico dove ero già stato prima di Natale. Shavonne invece, ripresa dalla delusione dello svenimento di Gaga, se ne è andata a una festa e Rhaul a casa perche' era stanco. Noi abbiamo resistito fino all'una mangiucchiando una pizza e bevendo caffè (uahhhhhhu!!!) poi mi hanno dato uno strappo a casa..ahhh che bello adesso vado a dormire! è sabato, qualche ora in piu' di sonno la schiacchio di sicuro.

giovedì 31 dicembre 2009

Happy New Year!!!!

L'ultimo dell'anno perfetto non poteva che cominciare con una bella nevicata..eh sì fa fuori la finestra i tetti e le strade imbiancate di Brooklyn avevano un fascino particolare..quel fascino che avevao sperimentato anche con i miei il 22 dicembre e a marzo con Pietro di ritorno dalla nostra avventura a Boston. NY con la neve sotto Natale è ancora più bella e fascinosa...anche se la pacariglia che si attacca ai piedi e i fiocchi che scendono creano problemi di equilibrio e di tenuta stagna dei vestiti. Così abbiamo fatto colazione a casa, ci siamo vestiti a dovere e siamo andati a fare un giro a Downtown Manhattan, con tanto di foto a Brookling Bridge e City Hall Park. Poi la mattina di shopping selvaggio alla ricerca delle mutande rosse per la sera. Le mie è stato facile trovarle ma quelle di Laura è stato davvero un problema. Volevo regalargliele un paio di Victoria Secret e così siamo andati ad Herald Square e Manhattan Mall..ma niente da fare di rosse, solo mutande della nonna, oppure large o extra large che entrano nei sederi pachidermici di qualche americana un po' sovrappeso..Allora ci siamo diretti a Soho dove avevamo visto che c'era un negozio di Victoria..niente pure lì! I negozi sono stati saccheggiati dalle centinaia di italiani in vacanza nella grande mela..così tanti che a volte mi veniva da parlare in inglese per non farmi riconoscere...e poi tutti a comprare le stesse cose, manco si fosse per Via Banchi di Sotto o in Via Condotti a Roma!! In compenso c'era sempre la fila (con pochi italiani) per entrare da Hollister, il nuovo brand fashion che sostituirà (e arricchhierà) Abercrombie nei prossimi mesi. Ci potete contare! Parola di Fashion Lova! Insomma niente mutande rosse? No andiamo da Bloomingdale e lì Laura ne trova un paio carino. Vado a pagare e la tipa mi dice come mai le ho prese rosse..in Usa si mettono gialle perchè portano soldi!! Mi verrebbe da dirle che le mutande gialle mi fanno schifo e se una mi dice che ha le mutande gialle mi viene subito da pensare male..io le dico che da noi è rosso..perchè è amore, sentimento, passione e non solo soldi e business..Questione di culture diverse...anche nelle mutande. In compenso c'e' chi ci si mette l'esplosivo, ma speriamo che per stasera rimangano nel cassetto a casa. Poi tutti a Lafayette a cucinare e vestirci con i gadget comprati per strada...bombette, confetti, occhiali, trombette, cerchietti etc. Il menù è ricchissimo. Antipasti: crostini mascarpone e noci, mascarpone e churrizo caldi in forno, pezzi di cheddar cheese con sedano, tostitos con salsa messicana e pretzel. Da bere spumantino alla mela corretto con il rum. Poi di primo mac & cheese modificati con churrizo e passati in forno per renderli croccanti. Di secondo spezzatino al battuto di carote e sedano con insalata mista e patate costto al forno con formaggio e l'ultimo churrizo rimasto, con accompagnamento di vino rosso della California...di dolce cupcake al colore blu puffo e tortina alle fragole con cuba libre (qui si chiama Rum and Coke) e altre bevande a scelta. La tavola imbandita è arricchita da piatti argentati, tovagliolini augurali e calici di plastica. Uno spettacolo..e come tutti gli spettacoli c'e' stato anche il colpo di scena..quando alla caduta di un crostino in forno, si è acceso l'allarme anti-incendio cominciando a gridare ad altra voce "Fire!Fire!Fire!"..allora c'e' preso il panico che fosse collegato ai pompieri cosi' ho dovuto chiamare subito Alia e chiederle come fare...meno male non era collegato ma abbiamo dovuto aprire tutto e solo al quinto mio bercio "Shut Up", ha smesso di funzionare!! Se ci ripenso mi viene ancora da ridere alla scena..che si è ripetuta quando sono state sfornate le patate..e via a ri- Fire, Fire, Fire!!! e su a aprire finestre e dirgli di sta zitto!!! Dopo cena ci siamo vestiti comodi e con i nostri occhiali e armamentari vari siamo andati a Times Square, dove si era appena esibita JLo in una tutina da gatta niente male!! Arrivati alla 34esima siamo risaliti a piedi fino alle transenne da cui abbiamo aspettato il countdown del dropping della ball e brindato al nuovo anno. Happy New Year!! Auguri!!Il 2009 finisce qui...comincia il 2010 a suon di trombette e fuochi di artificio, con baci e abbracci e niente alcol..visto che negli USA non si puo' bere per strada. Guardiamo in lontananza i fireworks di Central Park e poi facciamo un giro per Bryant Park, visto che ha quasi smesso di piovere...la pioggia ha lavato via tutta la neve, ma non la nostra voglia di festeggiare e celebrare l'anno nuovo nella Grande Mela.

martedì 29 dicembre 2009

Brrrr!! Scaldiamoci con un Mac&Cheese



Martedì assolato ma gelido questa mattina a Brooklyn..le previsioni avevano indicato una giornata di luce fantastica per foto e scorci della grande mela ma con la prova da superare del freddo polare...un vento di oltre 25/30 miglia orarie fischiava infatti fin dalle prime ore del mattino. Per cui ci siamo attrezzati stile West Lafayette con calzinotti da sci, calze maglie, sciarpe, guanti..mancava solo un bombardino..che in questo momento sicuramente Albe, Massi e il Filo si stanno gustando in quel del Trentino, meta dei miei due precedenti ultimi dell'anno. La mattina la passiamo a Union Square, a fare colazione con lo sguardo oltre la vetrata di WholeFood..in realtà facciamo pranzo vista l'ora tarda..eravamo stanchi dal viaggio e le due donzelle ancora sotto effetto jetlag. Il mercatino natalizio era già chiuso e così la grande piazza era vuota nella sua bellezza e semplicità..mi auguravo di trovare qualche venditore di tele e disegni di NY ma il troppo freddo aveva impedito l'uscita degli artisti. Dopo pranzo ci siamo diretti verso Rockfeller Center per vedere l'albero di Natale, la pista di pattinaggio sul ghiacchio e poi risalire la Fifth Avenue attraverso i flagship stores delle principali marche mondiali. Fatto un giro attorno al bellissimo Xmas tree ci siamo diretti davanti a Radio City Music Hall, uno degli edifici off broadway più famosi a NY (e non solo) per gli spettacoli teatrali, gli show natalizi e i concerti...pensate un po'!! si anche lady Gaga sarà lì a gennaio..4 concerti..tutti sold out!!!Ga-aga ullaallallaaaaa!!!Rarrara-Roma rahha!!
Davanti al RCMH c'erano le mega palle di Natale che vedete nelle foto. Stranissime ma suggestive con l'acqua che ci passava sotto e accanto. La temperatura stava abbassando tantissimo per cui ci siamo per forza dovuti fermare a prendere qualcosa di caldo..e perchè no!? Magnolia Bakery..un posto da urlo per le torte e le mitiche cupcakes..con tanto di fila fuori per entrare a gustare quelle prelibatezze..grazie Pippo ancora per tutte le dritte sulla grande mela..come farei senza il mio GOM..cioè il genio dell'orientamento manhattiano (in questo caso)?! Poi di corsa sulla quinta strada tra Armani Exchange e H&M e tanti altri negozi..Ale e Laura compravano, io osservavo...mi sa che risparmiero' le energie (e i soldi) per gli ultimi giorni...poi da Apple Store e di corsa in metro...il vento era tremendo per il freddo che portava e dopo tutte quelle ore fuori serviva qualcosa di caldo..e cosa meglio di S'mac, un piccolo ristorantino nel Village dove fanno dei maccheroni e formaggio buonissimi...e caldissimi...tanto che te li portano con un guantone di ferro e ti mettono la padella (mitica!!) in un vassoio di legno..non prima di averti detto di stare attento che è HOT!! Il locale era strapieno per cui abbiamo dovuto puntare due cinesi (eh si mi seguono anche qui) per avere due sgabelli alla vetrina, visto che il terzo era già stato sequestrato da Cicia..poi l'ordine e la mega abbuffata di mac&cheese..belli roviti (come si dice a' Rezzo)..la foto ricordo sulla porta era il minimo per ricordare la cena gustosa...e calda per affrontare di sprint la fredda notte newyorkese.

lunedì 28 dicembre 2009

I primi morsi della grande mela



Sveglia presto stamani a Brooklyn (grazie Pippo per le tue precisazioni linguistiche), pronti per questa intensa settimana new yorkese di fine anno. La prima colazione l’abbiamo fatta vicino casa a Bagel Delight, un posto rankato da Zagat dove fanno i bagel fatti a mano, la fine del mondo…ma anche i muffin e i brownies sono da urlo! Come da urlo è stato quando per la foga di mangiare il bagel bollente con egg, cheese e ham mi sono ustionato il palato..figuriamoci poi quando ci bevevo il caffè bollente sopra!! Dopo essersi rifocillati abbiamo preso la metro e cominciato il giro verso Manhattan. Per Cicia era la prima volta, Ale invece c’era già stata oltre dieci anni quando era volata negli States per fare la ragazza alla pari in un paesino vicino Boston.
In realtà la prima tappa è stata la zona di Dumbo e quella direttamente di fronte al Brooklyn Bridge. Siamo passati davanti a Grimaldi e al River Side Cafè (uno dei posti più in e romantici di NY) e da lì siamo arrivati alla piattaforma da dove abbiamo fatto le prime foto..accanto a noi tre c’era una coppia di sposini cinesi direi quantomeno bizzarri e variopinti, con tanto di damigella senza calze e vi assicuro che tirava un vento da paura. Poi abbiamo fatto due passi e molte foto nel piccolo splendido parco verso il Manhattan Bridge e il Dumbo Cultural Center e poi via a downtown NY con il classico giro “Lovari Tour”. Seaport e Pier 17 per le foto più “scenic” del ponte delle gomme da masticare e una passeggiata su Fulton Street fino ad arrivare a Ground Zero per vedere la ricostruzione della zona post 11 settembre e per immergersi nella shopping experience di Century 21. E di shopping ne sentirete e leggerete parecchio in queste pagine ne sono sicuro perché già oggi era tutto un parlare di Abercrombie, Uggs (stivali pelosi australiani, scusate la mia ignoranza) e Timberland..insomma si prevedono delle belle strisciate di carta anche qui! Poi nel tardo pomeriggio, dopo i primi acquisti, siamo andati a Times Square per immergerci nei milioni di watt e lampadine della piazza più famosa di NY, quella che tra qualche giorno ospiterà il dropping della palla piena di quelli che qui chiamano “confetti” e che non sono quelli con la mandorla dentro, ma i nostri coriandoli e stelle filanti..per cui se vi dovete sposare con un’americana state attenti di non chiedere o mettere nelle bomboniere la carta tritata invece che dolcetti ovali! L’esperienza di Times Square di notte è sempre breathtaking e Laura non faceva altro che dire che non si immaginava una cosa così. Le luci sfavillavano ovunque e i neon luminosi non stemperavano il freddo vento che impazzava nei blocchi nei quali si dipana questa piazza. Finito il giro siamo andati a ESPN Zone. Dopo Alba e Franco non potevo non portare anche loro in questo posto famoso per lo sport. Così dopo aver aspettato venti minuti per sedersi al bar (il ristorante era tutto sold out), siamo stati fortunati che ci è toccato un tavolino davanti allo schermo gigante, accanto alle poltrone nere in pelle per cui l’esperienza immersiva dello sport americano è stata ancora più cool..come cool sono i bagni caratterizzati da tv di fronte agli orinatoi e ai water…così non si perde mai un colpo..both sides!! Dopo la cena (peccato senza dolce) siamo rientrati in metro a Brooklyn ed è stato very nice trovare la casa bella calda e un letto comodo dove riposarci un po’ dopo i primi giri nella grande mela..domani ci aspetta un’altra giornata up and down e anche un bel po’ di freddo…si prevede sole ma venti artici secondo Weather Channel...vedremo…la calza maglia è già pronta sulla sedia!! Intanto è bello vedere Brooklyn al caldo dalla finestra di Lafayette Street.

martedì 22 dicembre 2009

A cena dai Michael



Mattina sveglia presto, check out e via in giro per la grande mela!! Con la nostra metrocard ci siamo diretti subito nella mitica Union Square, piazza dei mille ricordi di tante vacanze e avventure con Filippo. Quante volte mi sono trovato a osservare i newyorkers correre dai vetri di Whole Food, quante volte ho sentito le proteste contro Bush e osservato gli skateborders fare acrobazie negli scalini davanti al Virgin Megastore..che oggi non c'e' per la crisi del mercato discografico causata del download selvaggio e della crescita esorbitante della digital music!
Colazione ricca al secondo piano di Whole food e via in metropolitana verso Central Park! Il polmone verde di NY era tutto bianco dalla neve e dal gelo che aveva ghiacciato tutti i rivoli di acqua e i laghetti. Guardate che bella la foto!!Sembra un panorama polare, che dite? Poi di corsa downtown verso city hall brooklin brige..visita a Ground Zero e poi al mio posto del cuore a NY: il pier 17 per la piu' bella vista del Ponte di Brookling!! E di corsa back alla subway per arrivare in tempo all'albergo per riprendere i bagagli e via verso la fermata della Megabus!! MEGA bus e anche mega fila per entrare nel mezzo con i nostti mille bagagli! E via per Baltimore. Tre ora di pulman con tanto di wireless e film..altro che SENA!!
Alle 6 arriviamo a Baltimore e Bill ci viene a prendere alla fermata. E' stato bellissimo per i miei genitori rivedere Bill e Laurie dopo 8 anni e Chad dopo 17 anni, dai tempi dello scambio culturale con mio fratello Luca a casa nostra.
Arriviamo nella townhouse dei Michael e li ci aspetta tutta la famiglia per una cena squisita a base di cibo "Laurie Style" (tra cui il brisket, gli scones e la strawberry jelly) e un'atmosfera di famiglia, con sentimenti alla Gigi D'alessio. I figli di Chad sono bellissimi: Addy e Cameron! Laurie e Bill sono la mia famiglia americana e ogni volta che li vedo è un'emozione!!Sto benissimo con loro. Ci siamo scambiati i regali e poi tante chiacchiere serene, ricordando le gite in Italia e le mille avventure passate da me con i Michael. Dopo cena Bill ci ha accompagnato da Francesco e abbiamo salutato la famiglia Legaluppi che ci ospiterà in questi giorni natalizi a Baltimora..ah che ricordi a West Joppa Road..non basterebbe un altro blog per raccontare tutte le avventure e i mille progetti oggetto di discussione con France nelle nostre notti estive!!!La casa che ci ospita a Towson è molto carina..siamo stanchi e andiamo a letto...domani ci aspetta Washington..ma soprattutto ci aspetta Laura!!!

lunedì 21 dicembre 2009

Some problems...but in the Big Apple



Finalmente siamo arrivati a NY: la grande mela sommersa di neve al tramonto è stata una delle piu' belle cose che abbia mai visto lately! Ma che casini fino alle 5 di oggi. Ieri notte avevo capito che sarebbe stata un wild day quando non mi ha fatto fare il check in on line e stampare la carta di imbarco. Per cui siamo dovuti partire dall'albergo alle 6 per andare a O'Hare...e appena arrivati c'era una fila assurda di persone alle quali, come noi, avevano cancellato e rischedulato il volo. Cosi' dopo un'ora e mezzo di attesa siamo finalmente arrivati all'operatore che, per fortuna, ci ha messo tutti in due voli: uno per Detroit e l'altro dalla città dei Pistons fino alla città di Danilo Gallinari, the roaster (vero Pietro)!! Saliti sul primo aereo non c'era posto per le valigie...anche perchè la gente se ne approfittava, e, ad esempio, un ragazzo ebreo aveva preso mezzo scompartimento per mettere il suo cappello e cappotto e non voleva fare spazio a nessuno..cosi' la hostess ha preso il bagaglio a mano di Frank e gli ha detto se poteva prenderlo e cosi' lo ha messo in stiva, dicendo questo è il regalo di Natale della Delta, facciamo il check in senza farvi pagare...troppo tardi ho visto la scena, e cosi' non sono potuto intervenire..avete già capito come è andata a finire?
Arrivati a Detroit siamo saliti per il nuovo volo per NY: arrivo puntuale, ma siamo stati un'ora e mezzo sul mezzo, prima per problemi di disponibiltà di finger dove far attraccare l'aeromobile e poi perche' con il ghiaccio e la mega neve che c'era a La Guardia Airport l'aereo non riusciva a sterzare da solo. Usciti dal gate siamo andati a prendere i bagagli e chiaramente mancava il trolley di babbo..quello con i regali per Baltimore e le guide di NY..cosi' sono dovuto andare al Lost e Found e abbiamo fatto la denuncia...ma la percentuale che il bagaglio arrivi a NY è pressoche' nulla, forse a Baltimore se lo ritrovano.
Smaltita, per forza di cose, l'arrabbiatura siamo andati all'Hotel e poi immediatamente usciti, visto che erano già le 6 pm, per andare a scoprire la grande mela. Abbiamo camminato dalla 34esima strada fino a Rockfeller Center per vedere il mitico e splendido albero tutto illuminato e pieno di angeli doratie argentati. Poi da lì siamo passati da Radio City Musicall Hall e giù fino a Times Square per la classica meraviglia di luci di NY. Dopo le foto di rito siamo andati a cena a ESPN Zone per far respirare ai parents la bella atmosfera dello sport americano e mangiare le mitiche cheese fries!! Usciti faceva un freddo bestiale, circa meno dieci, e cosi' stanchi dall'estenuante mattinata e dalla lunga passeggiata della sera, siamo tornati in hotel. Domani mattina sveglia presto..il tour della Big Apple, anche se per poche ore, continua.

venerdì 18 dicembre 2009

Up and down in Chicago



Giornata faticosa oggi nella windy city. Frank ha deciso di alzarsi alle 4.30 di mattina per fare stretching nella camera e poi una nella doccia...cosi' alle 6.30 eravamo tutti belli e svegli (e poco riposati) per andare a scoprire la città di Obama. Prima cosa visita alla posta per comprare e poi spedire un pacco di roba tra vestiti e delizie toscane verso North Grant Street a West Lafayette, contando che il buon Ed possa riceverlo e mettermelo in camera per gennaio quando tornerò a Purdue.
Poi ci siamo incamminati per il Magnificient Mile destinazione sud..lì poco prima del ponte sul fiume abbiamo assistito a un grosso spiegamento di macchine della polizia e di camion di pompieri..avevano tutte le luci accese e mio nipote Niccolo' sarebbe impazzito dalla gioia a vedere tutti quei mezzi giganteschi e colorati. C'era stato un incendio in un grande magazzino ma ormai la situazione era sotto controllo. Poi abbiamo passato il ponte e camminato per Michigan Avenue fino all'altezza di Jackson Boulevard. Lungo la strada abbiamo trovato statue e istallazioni strane come quella che richiama il quadro Gothic American e alcune palle di Natale giganti.
Poi siamo arrivati alla mitica Lou Mitchell, il ristorante preferito da coloro che partivano alla volta dell'Ovest degli States percorrendo la mitica Route 66, strada che parte proprio vicino a questo bar. Ci siamo fatti una colazione-pranzo con pancakes alle noci, uova strapazzate, pancetta, bacon e hashbrows, il tutto accompagnato da caffè a nastro e dalla simpatia della cameriera, una settantenne arzilla con gli orecchini dei Cubs! Usciti da Lou ci siamo fatti una bella camminata fino all'Art Institute, uno dei musei più belli del mondo pieno di arte di tutte le età e provenienti dalle parti più disparate del globo. La sezione impressionisti ha tutti i classici e poi ci sono alcuni Van Gogh, Mirò e Picasso veramente famosi e affascinanti. Molto bella anche la nuova ala (modern wing) costruita su disegno di Renzo Piano e inaugurata nel giugno 2009, nella quale sono contenute tutte opere contemporanee e istallazioni bizzarre e quantomeno ambigue come gusto estetico. Poi dal terzo piano attraverso un ponte siamo scesi sul Millennium Park, un parco di circa 9 ettari nel quale sono presenti auditorium, istallazioni e il mitico Bean: il fagiolone che riflette le persone, i grattacieli e tutto quello che sta intorno...e anche noi che salutiamo nella foto. Dietro al fagiolone una pista da pattinaggio sul ghiaccio con musiche natalizie. Alla fine eravamo veramente stanchi e siamo tornati in hotel in taxi a riposarci un po'. Poi dopo le 6 siamo usciti a fare un giro per negozi sotto un'acqua insistente che spesso si ispessiva in nevischio. Dopo il tour di alcuni negozi siamo andati a mangiare la pizza a Pizzeria Uno, il locale dove si dice sia stata inventata circa 50 anni fa la pizza Chicago style!! C'ero già stato con i miei due amici di road trip e devo dire che la pizza è sempre buona e veramente pesa..chiaramente non l'abbiamo finita e cosi' ce l'hanno messa in una scatola e ce la siamo portati via..non prima di aver mangiato un dolce da "delirio di appendicite", a base di biscotti caldi di cioccolato, gelato alla vaniglia e panna montata. In due giorni ho quasi buttato via un mese di palestra..sorry team, sorry Laura ma in compagnia si mangia decisamente piu' volentieri!!e poi mi rifaro' a Purdue. Sotto una fitta fine neve siamo tornati in albergo, stanchi ma felici di aver visto Chicago e le sue splendide bellezze attorno a noi.

giovedì 17 dicembre 2009

Parents in the Wind City



Che bello! Che bella sensazione abbracciare mamma e babbo all'aeroporto di Chicago dopo 6 settimane di lontananza e una notte in bianco col pensiero del loro viaggio.. e anche che qualcuno mi fosse entrato nel conto corrente on line e mi avesse rubato tutti i soldi. Storia lunga nata da un messaggio stranissimo della ATM di Purdue. Per fortuna stamani la conferma della banca mi ha messo di buon umore e, dopo aver controllato tutte le valigie e di aver preso tutto l'indispensabile e sicuramente il superfluo, sono partito con la Edmobile alla volta di Chicago. La macchina era un vero cesso: sporca all'interno, piena di ruggine come vedete dalla foto e di scatoloni: ce n'era uno pesantissimo con vecchi giornali nel bagaglio, assieme a una scatola di fragole e un birra, e uno gigante nel sedile posteriore in mezzo, coperto da un lenzuolo e un piumino matrimoniale. Ma la cosa piu' angosciante era il rombo della macchina, un rumore assurdo che faceva presagire che da un momento all'altro cascasse la marmitta...infatti si accendevano tutte le spie del mondo. Vicino al cassetto porta oggetti una foto seminuda di Shakira e dietro un po' di giornali e due casse potentissime che mandavano musica a tutto volume..secondo me per coprire il muglio della macchina. Eravamo in 3 piu' Ed. Due cinesi che non hanno proferito parola e fatto finta di dormire...penso per non vedere Ed alla guida. Comunque alla fine sono arrivato puntuale all'aeroporto ad aspettare i miei.
Quando sono usciti delle porte degli arrivi non volevo credere che ce l'avessero davvero fatta a venire!! Cosi' dopo gli abbracci di rito e le telefonate a casa abbiamo preso un taxi e siamo andati all'albergo. Il Doubletree è un albergo bellissimo e devo dire grazie a Silvia per questa ottima scelta.
Poi, sfatte le valigie, in preda all'adrenalina abbiamo fatto un giro per il Magnificient mile. Chicago è davvero bella e piena di luci natalizie e di gente che suona musica per strada.
A cena li ho portati alla CheeseCake Factory, forse il posto preferito da me, Pipazzo e Stex nelle ultime avventure on the road. Cena americana con Nachos, Hamburger, Chicken Parmesan e due belle fette di cheesecake con fragole, cioccolato e tanta panna! Tanto per cominciare leggeri no? Poi all'uscita lo splendido albero illuminato di mille colori, sullo sfondo del M.Mile, era il perfetto setting per la loro prima foto ricordo! Ora sono a dormire, mentre io scrivo il blog nella hall dell'albergo per poter usare Internet free. Passa la gente piu' strana, c'e' una festa nel bar dell'albero e discrete scimmie in giro. E' appena passata una ragazza vestita da babbo natale con un vecchietto sotto braccio...mi sa che stasera gli tocca il regalo!! Mi sembra di rivivere le famose cene degli auguri a Siena!!
Domani ha messo neve su Chicago..si prevede tempo brutto e già in molte città ne ha fatto mezzo metro di snow...ma noi abbiamo piumini, sciarpe, guanti e calzamaglie per affrontare al meglio la splendida Windy City!

martedì 15 dicembre 2009

Fuori freddo...testa calda



Oggi il freddo è tornato a farsi sentire a West Lafayette. Una massa di aria gelida ha portato la temperatura a meno dieci sotto zero stamani mattina. Anche se il sole fuori lasciava intuire altri gradi, in realtà bastava vedere i vetri della finestra per capire che non era tornato l'autunno. Che ormai sia inverno è evidente..anche dal fatto che non ci sono piu' le foglie per le strade. Qui infatti sono bravissimi a gestirle e, sia i privati che il Comune, si organizzano prima che venga la neve e il freddo a raccoglierle e a portale via. Spesso nelle settimana passate sentivo un rumore strano e vedevo arrivare un camioncino, tipo quelli di SienaSpurgo (noto brand worldwide) con tanto di tubo per aspirare le foglie..ma adesso è qualche giorno che non passa più...ormai tre settimane fa c'e' stata anche la campagna "Winterization" per aiutare gli anziani a sistemare i giardini prima dei freddi gelidi invernali. Cosi' niente foglie, quelle belle rosse che hanno caratterizzato l'immaginario cromatico delle mie prima settimane a West Lafayette...e spazio al rosso del Natale e al bianco della neve ...prevista copiosa per il fine settimana sia a Chicago che qui a Purdue.
A pranzo sono stato con JN: oggi per la serie "cucina etnica forever" è toccato al cibo tailandese. Mi sono fatto una zuppa calda di noodle per aiutare la gola (va un po' meglio) e un pollo al curry con riso bianco. Esame passato! Poi due ore fitte di pensieri e idee sulla mia tesi e sulla ricerca che vogliamo fare assieme..se ci riusciremo. Poi di corsa su Skype per allietare "la compagnia di Costalpino" e di nuovo immersione nella lettura. Stasera avrei letto fino a notte fonda ma erano tante le cose da fare.. Devo dire che il nuovo articolo di Grunig sulle Pr digitali è davvero fico e ho deciso che valeva la pena dare un occhio anche ai libri di Sorin Matei sui mondi digitali e cosi' ho fatto quesi le otto al Dipartimento. Poi sono andato in palestra a fare due pesi e soprattutto la doccia... e via a prendere l'autobus per andare a casa dove mi sono fatto una cena di avanzi per svuotare la mia parte di frigorifero. Eh sì, ormai manca davvero poco! Tra due giorni sarò a Chicago a riabbracciare Alba e Franco, i miei genitori, e passare con loro 3 giorni nella bellissima Windy City! Non vedo l'ora!

giovedì 10 dicembre 2009

Here there is your international client!


Oggi mi sono ritrovato dall'altra parte della scrivania..no!No! Non sono caduto in terra dalla sedia e sono rotolato tra i fili del computer...ma oggi JN mi ha chiesto di fare parte della commissione valutatrice dei progetti di comunicazione della sua classe undergratuate di pubblic relation. Cosi' mi sono dovuto mettere pantaloni eleganti, camicia e giacca per simulare di essere un cliente internazionale che avrebbe giudicato la performance e la presentazione dei 3 gruppi. Dovevano venire anche due esperti locali ma, sarà per il freddo o per l'ora mattiniera, non sono arrivati per cui mi è toccato a me fare un sacco di domande ai ragazzi e compilare delle schede di valutazione sui lavori! I temi erano interessanti: la donazione del sangue, dei tessuti e organi, e del midollo. Quindi temi sociali sviluppati con una metodologia che interseca la comunicazione pubblica con il marketing, e si basa sulla metodologia classica dei piani di comunicazione ma con l'arricchimento della teoria situazionale dei pubblici di Grunig. I ragazzi erano tutti vestiti eleganti e hanno simulato di essere esponenti delle agenzie di PR che presentavano a me, con tanto di slide, il loro piano.Avevano 20 minuti a gruppo. Mi sono divertito un sacco e, devo dire, che i lavori erano ben fatti e, se avro' l'occasione in futuro, prendero' qualche spunto da JN.
Dopo lezione la giornata è continuata al dipartimento e poi a un ristorante tailandese dove Jn mi ha portato offrendomi il pranzo per averlo aiutato nel corso. Il cibo era buono ma la salsa di noccioline americane con la quale erano conditi di noodle, mi si arraffaccia ancora(per i non amiatini, mi ritorna in su!). Fuori si gelava!!!Oggi era considerato dagli esperti il giorno piu' freddo della settimana. All'ora di pranzo eran circa meno 15 sotto zero..stamani alle 6 am diceva Vicky che la sua macchina segnava -10 F, cioè -23,3 Celsius. Si gelava tutto..per fortuna non tirava il vento. Poi di rientro al dipartimento, studio, un po' di appunti buttati giù per alcuni studi romani e un salto in palestra a fare due tiri. Poi via a casa, prima dell'ibernazione,a farsi una minestra calda di verdure e due chiacchiere con Ed. Le uova sono ancora lì dopo 3 giorni, e alcune già sbattute sono fuori da 2 giorni e chiaramente non hanno un bell'aspetto. Ieri sera ha cucinato i pomodori fritti nelle uova..un profumino che non vi dico si irradiava per la casa..stasera mi ha detto che fara' la parmigiana...chiaramente non tanti chicken babies! Direi dopo il cliente internazionale di stamani, stanotte è l'ora della cucina internazionale! Ed ai fornelli...mi immagino come saranno puliti domani mattina!

martedì 8 dicembre 2009

Between lights and shades

Luci e ombre oggi nella giornata qui a West Lafayette. Una giornata particolare: è un mese esatto che sono arrivato qui a Purdue. Partiamo dalle luci: quelle dell’albero di Natale che è stato acceso oggi dal presidente di Purdue, Cordova, durante una cerimonia molto carina questa mattina alle 11.15. Si trattava di un evento che si è tenuto alla PMU di fronte a giornalisti, studenti, personale e un coro di graziosi bambini che sentite cantare stornelli natalizi nel video che allego al post. Davanti a un gigantesco albero, pieno di palle blu e altri ornamenti natalizi, era stata costruita dai cuochi di Purdue una mega casetta di ginger bread..in pratica una casetta natalizia fatta di dolci, biscotti aromatizzati allo zenzero e tanto zucchero. La presidentessa, come potete ammirare nel secondo video (ormai WanLi mi ha contagiato con tutti ‘sti video!) ha lanciato il countdown per l’accensione dell’albero..che meno male non ha fatto come quello di Fantozzi che è esploso in area, ma si è acceso tra gli applausi dei convenuti e la contentezza dei bambini. Luci come quelle dei flash dei giornalisti, luci come quelle che si sono accese nella mia mente, con una nuova idea di ricerca che è piaciuta molto a JN oggi a pranzo. Diciamo che ho fatto una bella pensata e forse possiamo collaborare assieme e fare luce su una ricerca che parte da una delle ombre dell’Università di Purdue. Il taglio dei fondi previsto per gennaio 2010. Qui in America c’e’ la crisi signori, e gli Stati, un po’ come succede anche con questo governo in Italia, che fanno? Tagliano i fondi alle università pubbliche, e quindi anche a Purdue. Forse la Gelmini quando parla di modello americano, intende quello dei tagli? Non so! In ogni caso, c’è fiducia per la stabilità economica di Purdue, e c’e’ anche un piano di sviluppo legato alla riduzione dei fondi e una politica partecipativa per accogliere tutte le istanze della comunità universitaria. Il vice presidente Diaz parla cosi’ di challenge più che di problem. .e sono sicuro che qui ci sono persone, senso di comunità e strumenti adatti per affrontare il problema. Un problema che coinvolge anche Berkley, UCLA, NotreDame e tanti altri atenei pubblici negli States. Comunque sicuramente non chiameranno nessun consulente o docenti di quelli che hanno gestito la crisi e fatto il piano di Siena! A proposito in bocca al lupo al nuovo arrivato al timone amministrativo dell’ateneo di Santa Caterina. Ombre come quelle delle sere piovose dell’Indiana …fa freddo e piove a vento..difficile tenere l’ombrello aperto..facile prendere una bella acquata. Ombre come quelle della malinconia che in queste giornate mi prende, seppur per poco. Oggi che in Italia è l'Immacolata, è giorno per stare in famiglia e fare l'albero.. ma io sono qui "on my own" e senza luci nè palline da appendere. Sto bene, no problem, my choice, ma a volte non è semplice essere sempre allegri, sprintosi e passare sopra a tutto.. siamo uomini mica casette di ginger bread? Luci come quelle della cena con Xyang e Noah al ristorante a Stone Hall, gestito dagli studenti di cucina di Purdue. E’ stato bello ritrovarsi a cena noi tre, mangiare molto bene a un prezzo bassissimo (ma in compenso il cibo era pesantissimamente e messicano), e parlare di noi. Ho scoperto stasera che Noah è mezzo giapponese e mezzo americano. Ombre come quelle del processo di Meredith e Raffaele Sollecito. Qui tantissimi mi chiedono, compreso Ed, come mai ci accaniamo verso questa ragazza di Seattle con la faccia tanto pulita! E vogliono sapere se sono a conoscenza di cose diverse da quelle trasmesse dai media e se penso che lei sia colpevole. Io cerco di rispondere su quello che so, e ho letto..e poi sposto sempre il focus sul trattato di Copenaghen e sulle posizioni di Obama sull’ambiente..ombre anche lì, direi, caro mister President. Luci come quelle di casa dopo una giornata, metereopatica, a lampi e blackout umorali, come quella di oggi. Per fortuna a farmi finire “in luce” ci pensa Super Ed. Lo saluto, è nel bagno di sotto. Si sta mettendo.. qualcosa in faccia. Mi guarda e mi dice che è una crema autoabbrozzante (con un odore nauseabondo, sicuramente era stantia) che lui si sta spalmando in faccia per essere abbronzato per la prossima gara di ballo che ci sarà a marzo!! Sorrido! Incredibile, si mette uno strato di crema…ci dorme su tutta la notte…e il gioco è fatto…pelle abbronzata e naturalmente lucente! Ora però spengo la luce, è tardi e vado a dormire. Ma state tranquilli: la mia luce interna è vigile, accesa e pronta sempre a contagiare positivamente gli altri!

lunedì 30 novembre 2009

A tutto Campus!



Il lunedì è sempre un giorno difficile..figuriamoci dopo 3 giorni di festa e di "tutta vita all'indiana" per la concomitanza del Thanksgiving Break. Ieri avevo ricaricato le batterie e cosi' oggi mi sono presentato al campus pieno di voglia di fare e di buoni propositi. La giornata è stata all'insegna della vita perfetta del campus..direi a tutto Campus! Dipartimento la mattina per studiare e scrivere un call for paper in inglese per una conferenza nel 2010. Poi ho salutato i professori presenti, le segretarie, tra cui la mitica Teresa, e Shavonne, una graduate student di colore (una delle rare eccezioni) appena rientrata dal Maryland..a proposito di Maryland, ancora non so che fine abbia fatto il mio professore che doveva rientrare tra ieri e oggi in città, ma ancora non si è fatto vivo..secondo me è sempre in macchina che cerca di arrivare in tempo per gli esami di domani alle 9 am. O forse è rimasto li, sapendo che giovedi' ha messo neve su queste lande.
Poi alle 13.30 sono andato a mangiare al PMU (Purdue Memorial Union) un building per gli studenti con tutti i servizi di ristorazione al piano sotterraneo e alcuni uffici al piano superiorem tra cui una sala per suonare, la stanza per le fotocopie e il visiting center per prendere informazioni sul campus, vedere il modellino dell'università e sapere quali sono i premi nobel che hanno studiato a Purdue..eh siì, mica pizza e fichi, qui hanno studiato due premi nobel e persone che hanno fatto la storia dell'umanità...ma di questo vi parlero' in un altro post.
A pranzo mi sono fatto tentare da Villa, una sottospecie di self service all'italiana che fa pizza, stromboli (chi non ha sentito parlare in italia del famoso cibo stromboli!!!) e altre cose semi italiane tra cui il garlic bred (pane all'aglio) e i famosissimi baked ziti! La scelta non è stata molto felice ma volevo provare cose nuove rispetto ai giorni passati...nei quali avevo sperimentato il messicano (quesadilla e burrito, nelle due volte), Starbucks (dolcetti e caffè con panna alla menta da paura) e uno che fa hamburger e cheese fries, tipo diner e un po' alla Happy Days....MOnday, Tuesday..Happy Days!! Basta, Ale! Poi ci sono altri punti ristorazione che devo sperimentare come il cinese (ti pareva), quello che fa insalate e frullati, e un asiatico...ma se devo mangiare solo preferisco cose piu' consistenti. Mentre mangio mi leggo l'Exponent, il giornale quotidiano gratuito per gli studenti, fatto dagli studenti, dove in genere si trovano cose interessanti come eventi e concerti. Proprio grazie all'Exponent ormai due settimane fa ero andato a vedere un concerto jazz dedicato all'etichetta musicale Blue Note. Uno spettacolo molto bello, che sarebbe piaciuto tanto a Paoletta! C'erano oltre 800 persone e come vedete dalla foto, peccato un po' buia, la struttura è molto bella e confortevole, con un'ottima acustica. Lo spettacolo si è tenuto nel teatro dell'Università, all'interno del building chiamato Steward, dove sono ripassato come scorciatoia, visto che tirava un vento polare, per rientrare a Beering Hall dove ho l'ufficio.
Per capire meglio tutte le cose che vi dico se volete cliccate qui sulla mappa del campus. Considerate che ci vuole circa mezzora da nord a sud del campus...e che io abito off campus, a nord, non lontano dal Building di Ingegneria.
Dopo la piacevole sorpresa del "trio salsero" su Skype (son tremende tutte assieme, quelle lì!!) verso le 6.30 pm, da bravo studente modello americano, sono andato in palestra. Ho fatto oltre 20 minuti di corsa, stetching, e poi mi sono catapultato alla palestra Est per vedere se mi facevano giocare a basket. Lì ho incontrato Malcom, un ragazzetto di colore con cui avevo giocato e mi ha chiesto se giocavo con la sua squadra. Questa volta il livello era piu' alto; piu' ragazzi di colore e un paio schiacciavano anche. Nella prima partita ho giocato molto bene e abbiamo vinto al fotofinish..nella seconda ero stanco e con la gola rovente e mi sono lasciato trascinare dal ritmo, senza troppo incidere..abbiamo perso 17 a 15 dopo davvero un bel match..anche se l'altra squadra devo dire giocava piu' unita e faceva girare la palla, la mia invece era monotematica..direi in questo caso mono colore! Fatta la doccia sono tornato al Dipartimento, preso il computer e la borsa verde e mi sono involato a casa, sfruttando un passaggio in macchina di uno studente del dottorato.
Che dire! Proprio una classifica giornata da studente universitario americano..proprio una giornata, a tutto Campus!