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mercoledì 17 febbraio 2010

Lavatrici a Encinitas...



Sabato sveglia presto e partenza per Encinitas, dove i genitori di Emily hanno una casa in affitto per trascorrerci weekends e un po' di tempo in estate. A proposito di tempo, la pioggia sembrava scemare e ogni tanto si intravedeva qualche raggio di sole. Dopo una fantastica colazione da Huckberrie siamo partito con la Pipazzo mobile direzione San Diego. La scusa della gita era che i due sposini dovevano fare 7 lavatrici perche' la loro a Los Angeles è a gettone e i vicini non la usano benissimo: in realtà volevano farmi vedere un posto nuovo, praltro molto bello. Appena siamo arrivati pioveva per cui lasciata Emily a caricare i panni sporchi io e Pippo siamo andati a fare un giro in un mall lì vicino..poi è spuntato il sole e così via verso la spiaggia..lì dove impavidi i surfisti cercano l'onda e il momento giusto per cavalcare la wave fino a riva..non è così doctor brand? tu che ami tanto questo posto..Abbiamo preso un panino e via a fare due passi lungo il mare, stando attenti alle onde e ai gabbiani. Poi siamo tornati a casa dove ci aspettavno i genitori di Emily, Roberta e Bruce. Sono tipi molto simpatici ed è sempre piacevole parlare con loro: ci hanno portato a cena in un deli ebreo, dove mi sono fatto un sandwick con il pastrami e ho mangiato la matza ball in brodo. La stanchezza si faceva sentire e così, presi i panni puliti nella casa, siamo ripartiti alla volta di Los Angeles...ormai tra poche ore sarei ripartito per la fredda e nevosa Indiana.

lunedì 15 febbraio 2010

Kobe o non Kobe?

Mentre qui a West Lafayette ancora nevica da stamani mi viene in mente che devo raccontarvi quello che è successo il venerdì della mia trasferta in California. Ebbene le previsioni del tempo c'avevano preso eccome...pioveva già dalle 6 la mattina a dirotto. Così ci siamo alzati e Emily ci ha portato con la macchina al campus per non prendere la giubbata d'acqua aspettando l'autobus..ah non vi avevo detto che Pippo va a lavoro in Vespa ma io ho paura dei motocicli e poi con quel tempo non se ne parlava nemmeno. La mattina è passata uggiosa tra lo studio in biblioteca e la paura che Kobe Bryant non ce l'avrebbe fatta a giocare quella sera. Eh sì proprio così: Pippo aveva comprato i biglietti per la partita dei Lakers contro Denver. Carmelo contro Kobe..ma il vero rischio è che non avrebbe giocato nessuno dei due a causa di infortuni alle caviglie..per cui mi giravano come pochi, potete capire. Così dopo un breve caffè e due chiacchiere con ALberto Pepe, un dottorando di Manduira che avevo conosciuto a Urbino ad un convegno la scorsa estate e che studia a Ucla, sono andato con Pippo a fare due corse in palestra. Dopo la doccia siamo andati a pranzare e poi siamo andati a casa a prendere la macchina...destinazione Staple Center, la reggia dei campioni Nba in carica. Quando siamo arrivati diluviava da paura e così dal parcheggio all'entrata ci siamo mollati come pulcini. Il pregame prevedeva uno stop a ESPN Zone...sì come quello di New York a Times Square!! Chiaramente un bel piatto di cheese fries e una mega birra per riscaldarsi un po' visto che faceva freddo ed eravamo zuppi. L'attesa è stata dolce amara: Kobe sì, Carmelo no! Evvai almeno Kobe non me lo potevo perdere visto che giocava a casa sua. La partita è stata combattuta. Vi metto anche il video della presentazione della partita...così vi fate un'idea della official presentation
I primi due quarti Kobe è stato superiore, faceva canestro da tutte le parti, ma si vedeva che non era al meglio in termini di esplosività. Quando non c'era Kobe ci pensava Gasol a fare buchetta...ma dall'altra parte c'era un monumentale Billups..pensate 8 su 10 da tre...e poi Smith mammia mia nel quarto quarto ha detto ora faccio canestro anche io e così i Lakers hanno dovuto capitolare. Una partita perfetta di Denver, ma con Kobe al 100% non avrebbero mai vinto. Dopo la partita siamo subito andati a casa e di corsa a letto..la mattina dopo era in programma la gita ad Encinitas, patria dei serfisti a mezzora da San Diego..diluvio permettendo

venerdì 12 febbraio 2010

The end of the Mother Road



Eccoci qua e riprendiamo il discorso..ho messo in sottofondo i Black Eyed Peas e avrei tanto voglia di togliere le cuffie e far ballare tutta questa casa in decadenza..è venerdì sera ragazzi!!.c'mon!!!...va beh..dicevamo la California..che bello camminare su Santa Monica Boulevard con il sole e senza piumino, guanti e cappello. Facciamo una bella camminata tra le palme e il traffico del pomeriggio, ci fermiamo per un churros e poi via verso il mare e Santa Monica Pier (il pontile). A qualcuno di voi dirà poco ma per me, Pippo e Stefano rappresenta un mito e un obiettivo: è la fine della Route 66, la strada che portava verso West e verso il sogno americano. E' la fine dei 3.755 km (o 2.347 miglia se preferite) percorsi da Chicago, Illinois. Pippo mi aveva detto che c'era una novità: eh sì Stex sorry ma questa foto ti farà un pò soffrire..c'hanno messo il cartello e io e Pippo dedichiamo questa foto a te. Il pontile ospitava qualche indigeno e qualche turista: ci siamo affacciati al mare per vedere il tramonto e poi siamo rientrati verso casa. Io e Pippo siamo andati a cena con Josh, un ragazzo simpaticissimo che avevo conosciuto al matrimonio dei Posta a Scorgiano la scorsa estate. Quella sera tra mojito, cuba libre e vino di qualità ci siamo divertiti un sacco e mi ricordo ancora le nostre risate e le scimmie che ci facevano compagnia..Così siamo andati a cena assieme per mangiare un humburger in un posto molto carino, dove sei vuoi ti servono la carne non nel panino ma su un letto di lattuga. Una cosa nuova e pseudosalutare che ho provato volentieri. Poi dopo cena e dopo gli inevitabili flashback italiani e i riferimenti ai Boilermakers, Josh ci ha salutato e io e Pippo siamo andati a farci un gelato. Io e lui siamo pericolosi assieme quando si parla di cibo!! Certe strippate fenomenali!! Tappa da Cold Stones per la cooffee delight..era forse da tempi delle Hawaii che non riassaporavo questo gusto!! Abbiamo fatto due passi dentro a Border, una libreria lì vicina, e poi via a casa dove ci aspettava Emily che era ritornata da cena fuori con degli amici. Erano le 11 ma ero stanchissimo e così mi sono fiondato nel letto...ah non vi avevo detto che ci sono 3 ore di fuso indietro rispetto a West Lafayette, per cui era anche normale che fossi particolarmente lesso. Spengo la luce e penso che non sono a North Grand Street e che nessuno farà come Noah la doccia alle 2 e mezzo di notte o come Ed cucinerà e friggerà alle 3 di mattina..che bello!!Have a good night California.