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mercoledì 27 gennaio 2010

Consigli accademici e medici


Oggi potrei anche non scrivere nulla in questo post. Se non fosse che vi devo raccontare cosa è successo a Jn. Stamani è stato in ospedale e si parla di lesione muscolare, forse uno stiramento, forse di piu'...tempo di recupero dalle 4 alle 6 settimane. Quando l'ho visto entrare in ufficio zoppicare mi ha fatto un po' di tenerezza..era sofferente davvero e poi aveva comprato una fascia che gli strizzava il muscolo e gli faceva aumentare il dolore. Ah la sanità americana. Per fortuna dall'esperienza accomulata negli anni sugli infortuni muscolari, e non tanto tempo fa anche su quelli ai polpacci, mi ero portato dietro una bella confezione di antinfiammatorio in crema e la fascia elastica blu che ho portato tutti questi mesi al polpaccio dopo il crack di maggio 2009. Ha apprezzato molto il mio gesto e gli ho dato anche qualche tip per recuperare prima dall'infortunio. Prima cosa prendere l'ascendore per andare in ufficio senza fare tante rampe di scale. Ci siamo visti nel pomeriggio da lui a Beering: la mattina l'ho passata a casa a studiare il civic engagment. Con lui abbiamo lavorato un po' al mio progetto e poi mi ha parlato della carriera accademica in America, delle difficoltà e delle opportunità che ci sono e di come riuscire a creare un proprio riconscibile filone di ricerca. Che devo dire...è proprio un grande..so già che mi mancherà moltissimo..non mi vogliano male i miei prof di Siena e Roma ma è come avere un fratello maggiore competente in materia che ti guida nella giungla dell'accademia con costanza e dedizione..e di questo ne avevo bisogno..almeno in questa fase della mia formazione. Da fare ce ne sarebbe sempre tanto...troppo! Così alle 5 lui è andato a casa con la moglie Yu-Ra e io mi sono messo a lavorare al report di Siena fino alle 9.45. Ero nel graduate computer lab e accanto a me avevo solo gli 8 monitor dei computer che sembravano osservarmi nella mia scrittura e nei pensieri serali. Alle 10 ho deciso che forse era l'ora di uscire e cenare..da solo, come spesso mi capita. Nevicava da paura e il campus era di nuovo tutto bianco. Per gratificarmi mi sono fatto un mega cheesebaconburger da FiveGuys e poi un bel gelato al pistacchio da Greyhouse..Pensate che d'inverno fanno gli sconti sul gelato..abbassano il prezzo in proporzione a quanti gradi sono sotto zero..stasera era scontato del 30% fate voi!! Osservare la neve dalla vetrata è molto bello ma dovevo scappare a prendere l'autobus senno' mi toccava almeno mezzora a piedi. La foto vi fa vedere proprio il luogo da dove sono salito sull'1B Salisbury. Brrr!! Da poco sono a casa...e ho la conferma di quello che avevo visto stamani...sì stamani ho scoperto una cosa...qui a North Grant Street c'e' una sorpresa...ma ve la svelero' solo domani!! Keep in touch!!

venerdì 8 gennaio 2010

Ancora neve e ancora matrici



La nevicata è durata tutta la notte..a intermittenza ma comunque la mattina era ancora più bianco. Arthur aveva già pulito il driveway mentre io ero a fare colazione e a pensare all'incontro con JN del pomeriggio. Il giorno prima infatti ci eravamo lasciati con alcune cose in sospeso e le avremmo approfondite tra poche ore, dopo il suo pranzo con il direttore del dipartimento. Infatti lunedì 11 cominciano le lezioni e Howard vuole, prima di ogni semestre, parlare a tutti gli assistant professors. La mattina così l'ho passata studiando e osservando la massa di neve prodotta dalla perturbazione proveniente dall'Alberta, zona del Canada. Poi a piedi sono andato a prendere l'autobus, cercando di non sprofondare nel manto nevoso a bordo strada. L'autobus era strapieno e fatte poche fermate sono arrivato a Beering dove sono andato all'appuntamento con JN. Il pomeriggio è volato a fare e leggere matrici, con i miei occhi che impazzivano a volte a stare dietro a Jn. Poi verso le sette mi sono fatto accompagnare il palestra perche' lui andava a casa a fare la cena per i bambini e il building rimaneva per strada. Al Co-rec ho corso una ventina di minuti e poi finalmente ho riassaporato la bellezza di giocare a basket..di tirare la palla arancione nel canestro e sentire (presumibilmente) il ciuff della retina. La partita è stata uno schifo ma mi sono divertito lo stesso. Fatta la doccia sono andato a prendere l'autobus che mi ha riportato a Stadium, e da li, in cinque minuti a piedi sono arrivato a casa. La neve è ovunque, e ha messo ancora piu' freddo per il weekend per cui gelerà sicuramente. Certo che mi avevano detto che qui l'inverno era rigido, ma così chi se lo aspettava? Entro in casa e il termometro dice meno 18 sotto zero..è tempo di un brodino caldo!!

lunedì 4 gennaio 2010

Back to West Lafayette



La mattina Francesco ci passa a prendere..abbiamo appena finito la nostra ultima colazione assieme ed è tempo di caricare le valigie. Si parte..si torna a West Lafayette con una grande incognita. Infatti due giorni prima mi aveva scritto Ed dicendomi che Arthur si era chiuso fuori casa e che non essendoci nessuno in Indiana in quei giorni aveva dovuto dormire in hotel. Quindi ero io la sua unica salvezza, sempre che avessi la backdoor key con me e che funzionasse..in realtà Ed una chiave me l'aveva data il giorno del mio arrivo ma non c'avevo prestato molta attenzione..tanto qui la casa è sempre aperta!!! Fortunatamente l'avevo portata con me nel giro nella East Coast, ma non l'avevo mai provata. Per cui il mio arrivo a West Lafayette sarebbe stato thrilling per me che avrei rischiato di rimanere per strada e per quello sbadato di Arthur che avrebbeio.. dovuto continuare a dormire in albergo..e a pagarmi anche il mio, visto quello che aveva combinato.
Con questo pensiero, e tanti altri che potete immaginare, vado a fare il check-in a BWI. E lì vedo il famoso, tanto chiacchierato bodyscanner! Francesco mi dice che Baltimore è stato uno dei primi aeroporti ad adottarlo e mi viene la voglia di provarlo..quasi quasi mi lascio qualcosa in tasca. Al di là della gabbia c'e' anche una signorina..che voglio di più!! Scherzi a parte è strano vederlo lì già in funzione, quando sui media si parla di etica e privacy..meglio non vedere una sagoma di un pube o trovarsi una bomba in volo? Fate voi le vostre scelte. Saluto e abbraccio tutti..la mia vacanza è finita adesso sul serio. Laura e Ale rimarranno un altro giorno per poi partire domani da Washington. Non mi volto spesso in queste occasioni di saluto, e loro son sempre lì che mi guardano, mannaggia!! Meno male che c'e' il body scanner!! Passo sotto al metal detector ma non suona..sollievo e rammanico allo stesso tempo..ma la cosa strana è che il piccolo monitor del bodyscanner è visibile da dove si riprendono gli oggetti, i bagagli e le scarpe per cui mi giro e vedo la sagoma del sessantenne sotto osservazione! Uno spettacolo! Potete immaginare. A parte le battute, per me la questione della privacy per la security è ridicola, magari qualche attenzione in più nell'area di passaggio non guasterebbe.
Leggo l'ultimo messaggio sul cellulare e salgo sul volo SouthWest per Indianapolis. Dormo sul volo e mi sveglio in Indiana con la neve. Tutto bianco e un freddo cane. Faccio in tempo, al volo, a prendere la navetta per andare a West Lafayette dove mi aspetta JN. Sono felice di rivederlo, ci siamo tenuti in contatto per telefono e email e abbiamo provato anche a lavorare un po' a distanza durante le feste. Arrivo e mi porta subito a casa a provare la chiave...dopo 3 tentativi a vuoto, mi accorgo che entra anche nell'altro verso e la serratura si apre. Yuppy!! Sono in casa! Ma non in camera, perche' Ed mi aveva chiuso la porta della stanza a chiave e nascosta la stessa nel basement...pensate un po' in un'anta di un frigo rotto...la caccia al tesoro ha inizio..dopo aver rivoltato il frigo ci accorgiamo che c'e' una busta bianca ..eccola lì, la chiave!! Sììììììì...apro la porta e c'e' tutto, anche il pacco spedito a Chicago con i miei. Arriva anche Arthur che mi abbraccia dalla contentezza..poverello solo dalla Cina fuori casa, senza ricambi..era andato a fare shopping da Old Navy. JN mi porta a fare la spesa e prendere le cose che mi mancano..è proprio un grande questo prof, un amico! Parliamo di noi e di domani quando ci prenderemo un'oretta minimo per parlare della mia tesi. Con 10 buste di Payless arrivo a casa e sistemo tutto in frigo e in camera. Arthur è su di giri e mi dice se andiamo a mangiare fuori. Ok, dammi un secondo per rivestrimi che fa un freddo. E così ci avventuriamo verso il campus ma è quasi tutto chiuso..ci fiondiamo da quello che fa una sottospecie di calzoni ripieni e lui paga la cena per ringraziarmi..eh sì.. se fossi tornato il fine settimana, cosa che faranno tutti gli altri, come avrebbe fatto il Phd student cinese?! Meglio così. La strada di ritorno a casa è tutta gelata e devo stare attento a non cadere o scivolare..come vedete dalle foto è una pista di pattinaggio. Rientriamo a casa..salgo in stanza..ci sono le valigie da sfare...mi prende un po' male dopo tutti quei gioni in bella compagnia..Sveglia!! Back to reality Alessandro!! Now it's time to restart the Purdue's Mode!! 1..2...3..Let's Play!

domenica 3 gennaio 2010

Time to leave



Tempo di ripartire per Baltimore, tempo per rientrare a West Lafayette...tempo per salutare Laura e i suoi occhi brillanti di gioia. Questi i pensieri della domenica mattina mentre le due ragazze stanno facendo le prove per la chiusure delle valigie. La mattina è volata, forse spinta dal vento forte freddo proveniente dal Canada: classica fermata a colazione per l'ultimo fantastico Bagel Ham and cheese(stavolta senza uovo) e poi via uptown, nella quinta strada, per gli ultimi acquisti suonanti. Poi di corsa, cercando di evitare le metro locali e i lavori in corso, al Pier 17 per un ultimo sguardo al Ponte e a Brooklyn che ci hanno accolto e ospitato a braccia aperte in questi sette giorni, ormai volati via. Quanto mi piace questo posto e la vista dal pontile..ci starei ore ed ore, disteso nelle sdraio di legno del secondo piano, allietato dai suoni delle navi e dei gabbiani. Ma oggi non c'e' tempo (nemmeno per una sosta al bagno)e così via di fretta a Fulton a prendere la metro per la casa di Alia. La fermata classica in questi giorni è chiusa per lavori cosi' scendiamo a Pacific-Atlantic e ci facciamo quasi dieci minuti a piedi fino a lafayette. Entriamo in casa, in un baleno siamo fuori manca poco e rischiamo di perdere il megabus per Baltimore..non possiamo Francesco ci aspetta ...è anche l'anniversario di matrimonio con Katia, aspettano noi per andare a cena. Cosi' corriamo, spinti da Eolo ma con la zavorra delle valigie e arriviamo alla metro..poi si cambia linea e si prende la blu con io che da buon cavaliere aiuto Cicia a portare la pesante valigia, piena di vestiti mai messi e di regali promessi. La fortuna ci aiuta e riusciamo ad arrivare in tempo per la fila al Megabus, nello stesso punto dove lo avevo preso con Alba e Frank. Fa un freddo cane, scendiamo a prendere 3 caffè bollenti ma la situazione non cambia..rischiamo di assiderare per colpa del blizzard!! Meno male stavolta il bus è puntuale e saliamo a bordo e riacquistiamo colore. Il viaggio è tranquillo e pieno di momenti di condivisione tra di noi...due..perchè Ale dorme che è un piacere. Arriviamo a destinazione ci aspettano tutti. E via a mangiare una bella bistecca e cipolle fritte!! Cosi' festeggiamo l'anniversario e la mia partenza. Dopo cena tappa indispensabile: WallMart. Ho bisogno di comprare un'altra valigia, la darò da portare a Laura e cosi' io potro' rimandare alcuni vestiti in Italia, mettere i regali e lei le cose che ha comprato. Decisione saggia! Così andiamo in giro a comprare la valigia (che diventerà la mia prossima Sena bag per il rientro romano di febbraio), le ultime cioccolate per la calza della Befana e poi via a Empson Road. Laura è triste, io la maschero meglio, ma mi dispiace molto che parta..siamo stati davvero bene assieme in queste settimane. Ma "c'est la viè"! Purdue, JN e la tesi di dottorato mi aspettano. Sfaccio e rifaccio le valigie con un misto di malinconia ma con la voglia di riprendere l'avventura in Indiana..forse non so nemmeno se riusciro' ad entrare in casa!(ma questo lo leggerete domani).
La valigia verde mela è pronta per il volo di domani. Io ancora non lo so...intanto mi vivo questi momenti...mi sento felice e fortunato allo stesso tempo..quel tempo che ho rincorso spesso in passato adesso è qui presente con me.

sabato 2 gennaio 2010

It's shopping time!!!



Come promesso ieri oggi era grande giornata di acquisti...e anche io leggerete che ho fatto la mia parte. Sveglia presto, sessione di saluti ai familiari su Skype, e poi via da Bagel Delight a farci la nostra powerful breakfast a base di bagel and muffin. Poi via nella metro destinazione Soho: prima tappa Hollister! Il negozio è strafico: cinque piani fatti tutti a pontile in legno con schermi che proiettano le immagini del mare della California..si tratta di uno spin-off brand di Abercrombie, è la marca che va di più tra gli under 25...e il negozio è pieno di fusti e commesse dalle curve paraboliche, per usare un eufemismo. La roba costa un po' meno ma trovarla è un casino con tutti quei piani. All fine usciamo tutti muniti di sacchetti e scrontrini dorati, una vera chicca alla Cristiano Malgioglio. Seconda tampa sti benedetti Huggs che non comprerei mai in vita mia per quante volte li ho sentiti nominare da Alessandra e piu' in generale da tutti gli italiani. Qui devo dire però che servono gli stivaletti col pelo..visto il freddo e le temperature polari della Big Apple!Chissà nella Chiana e nell'Aretino..o nella ciociaria! Comprati gli oggetti del desiderio, e flaggata un'altra voce sulla lista degli acqusti, ci aspetta la baraonda di Century 21 a Ground Zero. Lì si che sarà battaglia. Dal campo di guerra esco vincitore con due cravatte e due paia di scarpe, ma non Hugg state tranquilli!! Infatti qui hanno il mio numero con facilità e a prezzi piu' bassi che in Italia. Poi due pensierini per amici e via a casa a fare pranzo alle quattro!!! Sì non volevamo buttare il fantastico cibo del 31 per cui ci siamo rifatti da capo, col cibo e col vino, ma senza bombette e trombette per festeggiare. Poi alle cinque eravamo di già in pista per andare da Macy e in altri store fino alla chiusura. Da lì abbiamo deciso di passare l'ultima sera nella Big Apple facendoci una bibita calda e un pezzo di torta da Caffè Lalo, il posto dove hanno girato una delle scene più famose di C'è posta per te!! No! Non quello della De Filippi, ma il film con Meg Rayan e Tom Hanks. Per fortuna il tavolino (minuscolo per la verità) si è liberato subito e ci siamo messi a sedere davanti a un bel cappuccino fumante e a una cheesecake al Bayles...strabuona! Questo bar dell'Upper West Side è davvero carino e fuori la fila di persone è già notevole..è sabato sera..ma niente italiani!
Finiamo di bere e dopo le foto di rito ritorniamo alla metro rossa per andare verso casa di Alia. Brooklyn ci aspetta...bisogna fare tutte le valigie, pulire la casa e preparare i bagagli perche' domani si riparte...la fantastica avventura newyorkese è quasi finita..il Megabus ci aspetta..così come Fido (nome fittizio dato da me!) il cane dell'appartamento accanto che ci saluta sempre abbaiandoci quando rientriamo.
Guardo Brooklyn dai vetri del soggiorno...una settimana è volata..quando sei in vacanza e stai bene con le persone il tempo passa troppo in fretta.. o almeno così soggettivamente pare.

mercoledì 30 dicembre 2009

Razzi o Rockettes?!

Il vento fischiava ancora più forte stamani con punte di 40 miglia orarie e così l'idea è stata quella di fare un pò di giri per Brooklyn la mattina per poi dedicarsi a Central Park e altre zone di Manhattan nel pomeriggio. Dopo una bella colazione avevamo una missione: quella di riuscire a prendere i biglietti per uno show per la sera stessa. Così siamo andati da TKTS un'associazione no profit legata ai teatri di Broadway che vende i biglietti degli spettacoli della sera stessa ad un prezzo ridotto dal 30 al 50%. Il giorno prima eravamo andati allo sportello di Times Square ma la fila era gigante..per cui seguendo le indicazioni di Alia abbiamo optato per lo sportello di Brooklyn. Faceva freddo e così con un caffè tra le mani ci siamo fatti quasi un'ora e venti di fila..mentre ero in fila e parlavo con un chirurgo americano che mi raccontava dei suoi convegni tra Verona e Venezia, mi squilla il cellulare. Era Frank che mi dice che ha sentito alla televisione che c'e' un furgoncino sospetto a Trafalgar Square e che hanno fatto evacuare tutta la piazza..io gli dico, va bene ma perche' mi hai chiamato? non sono mica a Londra...e lui mi dice che no è in quella piazza a NY piena di luci dove siamo stati con mamma a fare le foto..capisco che parla di Times Square..la cosa si fa seria! Dopo le mutande scoppiettanti di Natale, qualcuno vuol far saltare in aria Times Square, dove tra un giorno si celebrerà la festa della Grande Mela. Non ci posso credere...e noi vogliamo andare proprio lì domani...va beh, faccio la fila..pensando che meno male non eravamo andati lì stamani a prendere i biglietti .. e poi vedremo cosa dicono alla televisione quando rientriamo a casa. Prendiamo i biglietti per lo show di Natale delle Rockettes..quaranta ballerine tutte sciancate che promettono di farci divertire nello show natalizio per eccellenza di NY. Prendiamo la metro e andiamo a fare la spesa in Atlantic Street per il cenone dell'ultimo dell'anno..abbiamo infatti deciso che ci diletteremo a cucinare un mix italiano-americano e poi usciremo nella grande mela a festeggiare..sperando di non prendere addosso qualche razzo di qualche terrorista impazzito. Posiamo le borse con il cibo a casa e vediamo le News per capire cosa è veramente successo...stanno riaprendo la piazza ma la situazione non lascia comunque molto tranquilli..le inefficienze della polizia americana sembrano accumularsi una dopo l'altra in questi giorni...o forse noi le sappiamo solo in questi giorni..ma poco cambia. Usciamo e andiamo subito a Central Park per far vedere a Laura il polmone verde di NY al tramonto..in realtà facciamo solo un piccolo giro perchè comincia a far buio, ma ce la facciamo ad osservare centinaia di persone correre e cadere sui pattini nella splendida pista di ghiaccio con sullo sfondo lo skyline di Mahnattan. Che spettacolo! Guardare la foto per credere... A proposito di spettacolo manca poco per quello delle Rockettes..e così scappiamo verso Radio City Music Hall. Facciamo la fila, disciplinata, non come in Italia, ed entriamo in questo maestoso taetro, pieno di luci e lampadari rococo'! Poi l'ìngresso in sala e i nostri posti sono davvero spettacolari..siamo in quinta fila accanto all'orchestra che ogni tanto sale dal caveau per suonare qualche pezzo. Lo spettacolo è molto bello: protagonista Babbo Natale e le sue storie con pupazzi, nani e bambini e soprattutto le splendide Rockettes (di cui vi metto una foto e un video) che si alternano in balletti tipo tip tap con vestiti luccicanti che fanno risaltare le scosciate e i continui can can delle ragazze. Dopo un'ora e mezzo ci spelliamo le mani dagli applausi: valeva davvero la pena fare la fila nel freddo la mattina per vedere lo show. Il teatro è tutto pieno! Che bello davvero!!! Andiamo a letto felici (senza pensare al camioncino) e domani sarà un altro giorno..l'ultimo del 2009...che la festa abbia inizio!!

martedì 29 dicembre 2009

Brrrr!! Scaldiamoci con un Mac&Cheese



Martedì assolato ma gelido questa mattina a Brooklyn..le previsioni avevano indicato una giornata di luce fantastica per foto e scorci della grande mela ma con la prova da superare del freddo polare...un vento di oltre 25/30 miglia orarie fischiava infatti fin dalle prime ore del mattino. Per cui ci siamo attrezzati stile West Lafayette con calzinotti da sci, calze maglie, sciarpe, guanti..mancava solo un bombardino..che in questo momento sicuramente Albe, Massi e il Filo si stanno gustando in quel del Trentino, meta dei miei due precedenti ultimi dell'anno. La mattina la passiamo a Union Square, a fare colazione con lo sguardo oltre la vetrata di WholeFood..in realtà facciamo pranzo vista l'ora tarda..eravamo stanchi dal viaggio e le due donzelle ancora sotto effetto jetlag. Il mercatino natalizio era già chiuso e così la grande piazza era vuota nella sua bellezza e semplicità..mi auguravo di trovare qualche venditore di tele e disegni di NY ma il troppo freddo aveva impedito l'uscita degli artisti. Dopo pranzo ci siamo diretti verso Rockfeller Center per vedere l'albero di Natale, la pista di pattinaggio sul ghiacchio e poi risalire la Fifth Avenue attraverso i flagship stores delle principali marche mondiali. Fatto un giro attorno al bellissimo Xmas tree ci siamo diretti davanti a Radio City Music Hall, uno degli edifici off broadway più famosi a NY (e non solo) per gli spettacoli teatrali, gli show natalizi e i concerti...pensate un po'!! si anche lady Gaga sarà lì a gennaio..4 concerti..tutti sold out!!!Ga-aga ullaallallaaaaa!!!Rarrara-Roma rahha!!
Davanti al RCMH c'erano le mega palle di Natale che vedete nelle foto. Stranissime ma suggestive con l'acqua che ci passava sotto e accanto. La temperatura stava abbassando tantissimo per cui ci siamo per forza dovuti fermare a prendere qualcosa di caldo..e perchè no!? Magnolia Bakery..un posto da urlo per le torte e le mitiche cupcakes..con tanto di fila fuori per entrare a gustare quelle prelibatezze..grazie Pippo ancora per tutte le dritte sulla grande mela..come farei senza il mio GOM..cioè il genio dell'orientamento manhattiano (in questo caso)?! Poi di corsa sulla quinta strada tra Armani Exchange e H&M e tanti altri negozi..Ale e Laura compravano, io osservavo...mi sa che risparmiero' le energie (e i soldi) per gli ultimi giorni...poi da Apple Store e di corsa in metro...il vento era tremendo per il freddo che portava e dopo tutte quelle ore fuori serviva qualcosa di caldo..e cosa meglio di S'mac, un piccolo ristorantino nel Village dove fanno dei maccheroni e formaggio buonissimi...e caldissimi...tanto che te li portano con un guantone di ferro e ti mettono la padella (mitica!!) in un vassoio di legno..non prima di averti detto di stare attento che è HOT!! Il locale era strapieno per cui abbiamo dovuto puntare due cinesi (eh si mi seguono anche qui) per avere due sgabelli alla vetrina, visto che il terzo era già stato sequestrato da Cicia..poi l'ordine e la mega abbuffata di mac&cheese..belli roviti (come si dice a' Rezzo)..la foto ricordo sulla porta era il minimo per ricordare la cena gustosa...e calda per affrontare di sprint la fredda notte newyorkese.

lunedì 21 dicembre 2009

Some problems...but in the Big Apple



Finalmente siamo arrivati a NY: la grande mela sommersa di neve al tramonto è stata una delle piu' belle cose che abbia mai visto lately! Ma che casini fino alle 5 di oggi. Ieri notte avevo capito che sarebbe stata un wild day quando non mi ha fatto fare il check in on line e stampare la carta di imbarco. Per cui siamo dovuti partire dall'albergo alle 6 per andare a O'Hare...e appena arrivati c'era una fila assurda di persone alle quali, come noi, avevano cancellato e rischedulato il volo. Cosi' dopo un'ora e mezzo di attesa siamo finalmente arrivati all'operatore che, per fortuna, ci ha messo tutti in due voli: uno per Detroit e l'altro dalla città dei Pistons fino alla città di Danilo Gallinari, the roaster (vero Pietro)!! Saliti sul primo aereo non c'era posto per le valigie...anche perchè la gente se ne approfittava, e, ad esempio, un ragazzo ebreo aveva preso mezzo scompartimento per mettere il suo cappello e cappotto e non voleva fare spazio a nessuno..cosi' la hostess ha preso il bagaglio a mano di Frank e gli ha detto se poteva prenderlo e cosi' lo ha messo in stiva, dicendo questo è il regalo di Natale della Delta, facciamo il check in senza farvi pagare...troppo tardi ho visto la scena, e cosi' non sono potuto intervenire..avete già capito come è andata a finire?
Arrivati a Detroit siamo saliti per il nuovo volo per NY: arrivo puntuale, ma siamo stati un'ora e mezzo sul mezzo, prima per problemi di disponibiltà di finger dove far attraccare l'aeromobile e poi perche' con il ghiaccio e la mega neve che c'era a La Guardia Airport l'aereo non riusciva a sterzare da solo. Usciti dal gate siamo andati a prendere i bagagli e chiaramente mancava il trolley di babbo..quello con i regali per Baltimore e le guide di NY..cosi' sono dovuto andare al Lost e Found e abbiamo fatto la denuncia...ma la percentuale che il bagaglio arrivi a NY è pressoche' nulla, forse a Baltimore se lo ritrovano.
Smaltita, per forza di cose, l'arrabbiatura siamo andati all'Hotel e poi immediatamente usciti, visto che erano già le 6 pm, per andare a scoprire la grande mela. Abbiamo camminato dalla 34esima strada fino a Rockfeller Center per vedere il mitico e splendido albero tutto illuminato e pieno di angeli doratie argentati. Poi da lì siamo passati da Radio City Musicall Hall e giù fino a Times Square per la classica meraviglia di luci di NY. Dopo le foto di rito siamo andati a cena a ESPN Zone per far respirare ai parents la bella atmosfera dello sport americano e mangiare le mitiche cheese fries!! Usciti faceva un freddo bestiale, circa meno dieci, e cosi' stanchi dall'estenuante mattinata e dalla lunga passeggiata della sera, siamo tornati in hotel. Domani mattina sveglia presto..il tour della Big Apple, anche se per poche ore, continua.

domenica 20 dicembre 2009

Shopping on State



La giornata di oggi era, come sapete, destinata al trasferimento a NY ma, a causa della mega nevicata sulla costa est siamo dovuti rimanere qui. Oltre 1600 i voli cancellati, di cui oltre 800 delle Delta, e moltissimi persone rimaste bloccate da Richmond a Boston. Mi dicono che nemmeno in Italia ha scherzato con la neve ma qui vi devo dire che ne ha fatta metri...poi gli americani, esagerati come al solito, ci hanno costruito milioni di programmi di cui Weather Channel, è la tv regina per eccellenza. Cosi' oggi ci siamo dedicati allo shopping, anzi, si sono dedicati, visto che io, da brava guida, non ho fatto altro che indirizzarli verso i negozi giusti e le offerte (qui ci sono già una marea di saldi oltre il 50% di sconto penso per la crisi) e non ho comprato nulla. Aspetto cicia per lo shopping selvaggio!! Dopo la colazione da Einstein Bagels ci siamo incamminati per State street, la strada per lo shopping per eccellenza assieme a Michigan Avenue. Siamo arrivati nel loop con la Metro e subito ci siamo dedicati allo shopping...ma prima siamo andati a farci un bel preztel austriaco e una specie di vin brule' a un mercatino tedesco che si tiene a Duley Plaza, la piazza famosa per la mitica scultura di Picasso che vedete nella foto. Era tutto pieno di stand per mangiare e per comprare addobbi per l'albero di Natale..un po' come i mercatini della Lizza a Siena, per gli amici della città del Palio.
Poi il giro degli acquisti è cominciato da TJmax, per proseguire da Old Navy e MACY. Non vi svelo gli acquisti ma Frank e Alba hanno veramente shoppato untill they drop! come mi diceva sempre Laurie Michael. Poi siamo rimasti dentro a Macy per fare cena, al settimo piano di questo huge Department Store, in un ristorante molto bello caratterizzato da l'avere in mezzo ai tavoli un mega albero di Natale argentato..uno spettacolo per la vista.
Dopo cena una bella passeggiata verso l'albergo ripercorrendo State in mezzo ai fiocchi di neve e alla magia degli skyskrapers di Chicago, davvero una bellissima città. Poi uno sguardo a Michigan Avenue e il rientro all'albergo per fare le valigie, cercando di chiudere tutti gli acquisti dentro alle borse e ai trolley.
Mancano poche ore alla sveglia e quindi è l'ora di andare a dormire. La grande mela ci aspetta!!!

venerdì 18 dicembre 2009

Up and down in Chicago



Giornata faticosa oggi nella windy city. Frank ha deciso di alzarsi alle 4.30 di mattina per fare stretching nella camera e poi una nella doccia...cosi' alle 6.30 eravamo tutti belli e svegli (e poco riposati) per andare a scoprire la città di Obama. Prima cosa visita alla posta per comprare e poi spedire un pacco di roba tra vestiti e delizie toscane verso North Grant Street a West Lafayette, contando che il buon Ed possa riceverlo e mettermelo in camera per gennaio quando tornerò a Purdue.
Poi ci siamo incamminati per il Magnificient Mile destinazione sud..lì poco prima del ponte sul fiume abbiamo assistito a un grosso spiegamento di macchine della polizia e di camion di pompieri..avevano tutte le luci accese e mio nipote Niccolo' sarebbe impazzito dalla gioia a vedere tutti quei mezzi giganteschi e colorati. C'era stato un incendio in un grande magazzino ma ormai la situazione era sotto controllo. Poi abbiamo passato il ponte e camminato per Michigan Avenue fino all'altezza di Jackson Boulevard. Lungo la strada abbiamo trovato statue e istallazioni strane come quella che richiama il quadro Gothic American e alcune palle di Natale giganti.
Poi siamo arrivati alla mitica Lou Mitchell, il ristorante preferito da coloro che partivano alla volta dell'Ovest degli States percorrendo la mitica Route 66, strada che parte proprio vicino a questo bar. Ci siamo fatti una colazione-pranzo con pancakes alle noci, uova strapazzate, pancetta, bacon e hashbrows, il tutto accompagnato da caffè a nastro e dalla simpatia della cameriera, una settantenne arzilla con gli orecchini dei Cubs! Usciti da Lou ci siamo fatti una bella camminata fino all'Art Institute, uno dei musei più belli del mondo pieno di arte di tutte le età e provenienti dalle parti più disparate del globo. La sezione impressionisti ha tutti i classici e poi ci sono alcuni Van Gogh, Mirò e Picasso veramente famosi e affascinanti. Molto bella anche la nuova ala (modern wing) costruita su disegno di Renzo Piano e inaugurata nel giugno 2009, nella quale sono contenute tutte opere contemporanee e istallazioni bizzarre e quantomeno ambigue come gusto estetico. Poi dal terzo piano attraverso un ponte siamo scesi sul Millennium Park, un parco di circa 9 ettari nel quale sono presenti auditorium, istallazioni e il mitico Bean: il fagiolone che riflette le persone, i grattacieli e tutto quello che sta intorno...e anche noi che salutiamo nella foto. Dietro al fagiolone una pista da pattinaggio sul ghiaccio con musiche natalizie. Alla fine eravamo veramente stanchi e siamo tornati in hotel in taxi a riposarci un po'. Poi dopo le 6 siamo usciti a fare un giro per negozi sotto un'acqua insistente che spesso si ispessiva in nevischio. Dopo il tour di alcuni negozi siamo andati a mangiare la pizza a Pizzeria Uno, il locale dove si dice sia stata inventata circa 50 anni fa la pizza Chicago style!! C'ero già stato con i miei due amici di road trip e devo dire che la pizza è sempre buona e veramente pesa..chiaramente non l'abbiamo finita e cosi' ce l'hanno messa in una scatola e ce la siamo portati via..non prima di aver mangiato un dolce da "delirio di appendicite", a base di biscotti caldi di cioccolato, gelato alla vaniglia e panna montata. In due giorni ho quasi buttato via un mese di palestra..sorry team, sorry Laura ma in compagnia si mangia decisamente piu' volentieri!!e poi mi rifaro' a Purdue. Sotto una fitta fine neve siamo tornati in albergo, stanchi ma felici di aver visto Chicago e le sue splendide bellezze attorno a noi.

martedì 15 dicembre 2009

Fuori freddo...testa calda



Oggi il freddo è tornato a farsi sentire a West Lafayette. Una massa di aria gelida ha portato la temperatura a meno dieci sotto zero stamani mattina. Anche se il sole fuori lasciava intuire altri gradi, in realtà bastava vedere i vetri della finestra per capire che non era tornato l'autunno. Che ormai sia inverno è evidente..anche dal fatto che non ci sono piu' le foglie per le strade. Qui infatti sono bravissimi a gestirle e, sia i privati che il Comune, si organizzano prima che venga la neve e il freddo a raccoglierle e a portale via. Spesso nelle settimana passate sentivo un rumore strano e vedevo arrivare un camioncino, tipo quelli di SienaSpurgo (noto brand worldwide) con tanto di tubo per aspirare le foglie..ma adesso è qualche giorno che non passa più...ormai tre settimane fa c'e' stata anche la campagna "Winterization" per aiutare gli anziani a sistemare i giardini prima dei freddi gelidi invernali. Cosi' niente foglie, quelle belle rosse che hanno caratterizzato l'immaginario cromatico delle mie prima settimane a West Lafayette...e spazio al rosso del Natale e al bianco della neve ...prevista copiosa per il fine settimana sia a Chicago che qui a Purdue.
A pranzo sono stato con JN: oggi per la serie "cucina etnica forever" è toccato al cibo tailandese. Mi sono fatto una zuppa calda di noodle per aiutare la gola (va un po' meglio) e un pollo al curry con riso bianco. Esame passato! Poi due ore fitte di pensieri e idee sulla mia tesi e sulla ricerca che vogliamo fare assieme..se ci riusciremo. Poi di corsa su Skype per allietare "la compagnia di Costalpino" e di nuovo immersione nella lettura. Stasera avrei letto fino a notte fonda ma erano tante le cose da fare.. Devo dire che il nuovo articolo di Grunig sulle Pr digitali è davvero fico e ho deciso che valeva la pena dare un occhio anche ai libri di Sorin Matei sui mondi digitali e cosi' ho fatto quesi le otto al Dipartimento. Poi sono andato in palestra a fare due pesi e soprattutto la doccia... e via a prendere l'autobus per andare a casa dove mi sono fatto una cena di avanzi per svuotare la mia parte di frigorifero. Eh sì, ormai manca davvero poco! Tra due giorni sarò a Chicago a riabbracciare Alba e Franco, i miei genitori, e passare con loro 3 giorni nella bellissima Windy City! Non vedo l'ora!

giovedì 10 dicembre 2009

Here there is your international client!


Oggi mi sono ritrovato dall'altra parte della scrivania..no!No! Non sono caduto in terra dalla sedia e sono rotolato tra i fili del computer...ma oggi JN mi ha chiesto di fare parte della commissione valutatrice dei progetti di comunicazione della sua classe undergratuate di pubblic relation. Cosi' mi sono dovuto mettere pantaloni eleganti, camicia e giacca per simulare di essere un cliente internazionale che avrebbe giudicato la performance e la presentazione dei 3 gruppi. Dovevano venire anche due esperti locali ma, sarà per il freddo o per l'ora mattiniera, non sono arrivati per cui mi è toccato a me fare un sacco di domande ai ragazzi e compilare delle schede di valutazione sui lavori! I temi erano interessanti: la donazione del sangue, dei tessuti e organi, e del midollo. Quindi temi sociali sviluppati con una metodologia che interseca la comunicazione pubblica con il marketing, e si basa sulla metodologia classica dei piani di comunicazione ma con l'arricchimento della teoria situazionale dei pubblici di Grunig. I ragazzi erano tutti vestiti eleganti e hanno simulato di essere esponenti delle agenzie di PR che presentavano a me, con tanto di slide, il loro piano.Avevano 20 minuti a gruppo. Mi sono divertito un sacco e, devo dire, che i lavori erano ben fatti e, se avro' l'occasione in futuro, prendero' qualche spunto da JN.
Dopo lezione la giornata è continuata al dipartimento e poi a un ristorante tailandese dove Jn mi ha portato offrendomi il pranzo per averlo aiutato nel corso. Il cibo era buono ma la salsa di noccioline americane con la quale erano conditi di noodle, mi si arraffaccia ancora(per i non amiatini, mi ritorna in su!). Fuori si gelava!!!Oggi era considerato dagli esperti il giorno piu' freddo della settimana. All'ora di pranzo eran circa meno 15 sotto zero..stamani alle 6 am diceva Vicky che la sua macchina segnava -10 F, cioè -23,3 Celsius. Si gelava tutto..per fortuna non tirava il vento. Poi di rientro al dipartimento, studio, un po' di appunti buttati giù per alcuni studi romani e un salto in palestra a fare due tiri. Poi via a casa, prima dell'ibernazione,a farsi una minestra calda di verdure e due chiacchiere con Ed. Le uova sono ancora lì dopo 3 giorni, e alcune già sbattute sono fuori da 2 giorni e chiaramente non hanno un bell'aspetto. Ieri sera ha cucinato i pomodori fritti nelle uova..un profumino che non vi dico si irradiava per la casa..stasera mi ha detto che fara' la parmigiana...chiaramente non tanti chicken babies! Direi dopo il cliente internazionale di stamani, stanotte è l'ora della cucina internazionale! Ed ai fornelli...mi immagino come saranno puliti domani mattina!

mercoledì 9 dicembre 2009

L'è freddo nini!!



Diciamo che fa davvero freddo! In questo momento Weather Channel mi dice che a West Lafayette ci sono 17 gradi Fareneith ma percepiti sono 0! Avete capito: se traduciamo in Celsius ci sono a quest'ora fuori dalla mia finestra -8,3 gradi, ma parcepiti -17,7! Una vera libidine! Su una cosa gli americani hanno spessissimo ragione..le previsioni del tempo..altro che il vecchio Bernacca o il novello Giuliacci..qui se dicono che piove al 99% piove e se dicono che farà un freddo cane, preparatevi con i vestiti pesanti. Cosi' oggi, mi sono preparato e ho messo il Museum che non indossavo dalla partenza romana e sono andato a comprarmi un bel paio di scarpe imbottite e impermeabili a Tippecanoe. Calzino doppio, sciarpe e guanti..ma qui mi tocchera' comprare anche la calzamaglia che indossano tutti. E' strano, e divertente allo stesso tempo, vedere negli spogliatoi della palestra le persone con i mutandoni di lana e le brache come Superpippo (mentre da noi va di moda la mutanda griffata anche per andare a casa a guardare la tele)...ma poi uscendo dal REC si capisce perche'...e comunque spero che se qualcuno ha un appuntamento galante ion serata si metta altra underwear e magari patisca il freddo per un po'..magari poi si scalda dopo no?!
Oltre a fare freddo oggi tirava un vento gelido a oltre 40 miglia orarie che rendeva veramente difficile camminare e viaggiare in generale. Pensate poi che con la neve ti arrivavano in faccia delle stilettate fredde che era una goduria...
La vera goduria è stata stasera alla Mackey Arena la visione della mia ultima partita dell'anno qui a Purdue. Infatti i Boilermakers giocheranno il 28 dicembre in casa a West Lafayette, quando io sarà nella Grande Mela. Avversario di turno era stasera Valparaiso, una squadra di metà classifica. Niente di eccezionale (se non il logo fichissimo), ma con questi BM tutti rischiano di fare le figurette! Johnson e Moore hanno fatto i fenomeni con percentuali altissime al tiro e quindi la partita si è chiusa già nel primo tempo con venti punti di scarto. Ormai però oltre a "Rosco Kramer", ho un altro idolo Kelsey Barlow, figlio del mitico Ken Barlow che ammiravo nella Tracer Milano e poi a Pistoia e Livorno. Quando ho letto la sua storia e i suoi racconti Italiani, ho pensato che il mondo è davvero piccolo...tanto piccolo che oggi, che rimettevo dopo un mese il piumino pesante, ho ricontrato il professore algerino di Purdue che avevo conosciuto a prendere la navetta all'aeroporto di Chicago.
La foto che vedete è il ricordo di questo 2009 con i Boilermakers ancora imbattuti...Boiler UP! Mentre la seconda è un'istantanea dela strada che si vede dalla mia finestra...come vedete è tutto completamente ghiacciato..altro che pattinaggio alla Lizza! Quasi quasi scendo giù e faccio due piroette!! Magari se ho bisogno dei pattini ci sta che Ed li abbia da qualche parte nascosti nella casa o sotto qulalche letto!!

martedì 8 dicembre 2009

Between lights and shades

Luci e ombre oggi nella giornata qui a West Lafayette. Una giornata particolare: è un mese esatto che sono arrivato qui a Purdue. Partiamo dalle luci: quelle dell’albero di Natale che è stato acceso oggi dal presidente di Purdue, Cordova, durante una cerimonia molto carina questa mattina alle 11.15. Si trattava di un evento che si è tenuto alla PMU di fronte a giornalisti, studenti, personale e un coro di graziosi bambini che sentite cantare stornelli natalizi nel video che allego al post. Davanti a un gigantesco albero, pieno di palle blu e altri ornamenti natalizi, era stata costruita dai cuochi di Purdue una mega casetta di ginger bread..in pratica una casetta natalizia fatta di dolci, biscotti aromatizzati allo zenzero e tanto zucchero. La presidentessa, come potete ammirare nel secondo video (ormai WanLi mi ha contagiato con tutti ‘sti video!) ha lanciato il countdown per l’accensione dell’albero..che meno male non ha fatto come quello di Fantozzi che è esploso in area, ma si è acceso tra gli applausi dei convenuti e la contentezza dei bambini. Luci come quelle dei flash dei giornalisti, luci come quelle che si sono accese nella mia mente, con una nuova idea di ricerca che è piaciuta molto a JN oggi a pranzo. Diciamo che ho fatto una bella pensata e forse possiamo collaborare assieme e fare luce su una ricerca che parte da una delle ombre dell’Università di Purdue. Il taglio dei fondi previsto per gennaio 2010. Qui in America c’e’ la crisi signori, e gli Stati, un po’ come succede anche con questo governo in Italia, che fanno? Tagliano i fondi alle università pubbliche, e quindi anche a Purdue. Forse la Gelmini quando parla di modello americano, intende quello dei tagli? Non so! In ogni caso, c’è fiducia per la stabilità economica di Purdue, e c’e’ anche un piano di sviluppo legato alla riduzione dei fondi e una politica partecipativa per accogliere tutte le istanze della comunità universitaria. Il vice presidente Diaz parla cosi’ di challenge più che di problem. .e sono sicuro che qui ci sono persone, senso di comunità e strumenti adatti per affrontare il problema. Un problema che coinvolge anche Berkley, UCLA, NotreDame e tanti altri atenei pubblici negli States. Comunque sicuramente non chiameranno nessun consulente o docenti di quelli che hanno gestito la crisi e fatto il piano di Siena! A proposito in bocca al lupo al nuovo arrivato al timone amministrativo dell’ateneo di Santa Caterina. Ombre come quelle delle sere piovose dell’Indiana …fa freddo e piove a vento..difficile tenere l’ombrello aperto..facile prendere una bella acquata. Ombre come quelle della malinconia che in queste giornate mi prende, seppur per poco. Oggi che in Italia è l'Immacolata, è giorno per stare in famiglia e fare l'albero.. ma io sono qui "on my own" e senza luci nè palline da appendere. Sto bene, no problem, my choice, ma a volte non è semplice essere sempre allegri, sprintosi e passare sopra a tutto.. siamo uomini mica casette di ginger bread? Luci come quelle della cena con Xyang e Noah al ristorante a Stone Hall, gestito dagli studenti di cucina di Purdue. E’ stato bello ritrovarsi a cena noi tre, mangiare molto bene a un prezzo bassissimo (ma in compenso il cibo era pesantissimamente e messicano), e parlare di noi. Ho scoperto stasera che Noah è mezzo giapponese e mezzo americano. Ombre come quelle del processo di Meredith e Raffaele Sollecito. Qui tantissimi mi chiedono, compreso Ed, come mai ci accaniamo verso questa ragazza di Seattle con la faccia tanto pulita! E vogliono sapere se sono a conoscenza di cose diverse da quelle trasmesse dai media e se penso che lei sia colpevole. Io cerco di rispondere su quello che so, e ho letto..e poi sposto sempre il focus sul trattato di Copenaghen e sulle posizioni di Obama sull’ambiente..ombre anche lì, direi, caro mister President. Luci come quelle di casa dopo una giornata, metereopatica, a lampi e blackout umorali, come quella di oggi. Per fortuna a farmi finire “in luce” ci pensa Super Ed. Lo saluto, è nel bagno di sotto. Si sta mettendo.. qualcosa in faccia. Mi guarda e mi dice che è una crema autoabbrozzante (con un odore nauseabondo, sicuramente era stantia) che lui si sta spalmando in faccia per essere abbronzato per la prossima gara di ballo che ci sarà a marzo!! Sorrido! Incredibile, si mette uno strato di crema…ci dorme su tutta la notte…e il gioco è fatto…pelle abbronzata e naturalmente lucente! Ora però spengo la luce, è tardi e vado a dormire. Ma state tranquilli: la mia luce interna è vigile, accesa e pronta sempre a contagiare positivamente gli altri!

domenica 6 dicembre 2009

The Xmas Parade

Prima domenica di dicembre a Purdue, West Lafayette, Indiana. Sono già quattro settimane esatte che sono arrivato qui a North Grant Street. Il tempo è volato davvero e oggi il Natale è veramente arrivato qui in città. Abbiamo organizzato con Bhushan e Sarah una rimpatriata per vedere la mitica Xmas Parade organizzata dalle due cittadine. L'appuntamento era alle 13.30 davanti al Ristorante bar "XXX", detto anche tripleX..si tratta di un locale molto famoso qui, uno dei piu' rinomati per gli hamburgers e i pancackes!!Io avevo già mangiato a casa e sono arrivato con WanLi che dopo 3 giorni in cui era scomparsa, è riapparsa stamani dicendomi che voleva venire anche lei a vedere la parata. Ci siamo seduti al Triple X ed eravamo una bella compagnia: circa 10 tra cui Alicia, una ragazza che studia chimica, due ragazzi che avevamo incontrato venerdi' all'uscita con i FAC di Purdue, e alcuni ragazzi della parrocchia di Sarah. Io ho ordinato la mitica RouteBeer, la bevanda per eccellenza del locale dal quale prende il nome. Ma mi era ritornata una fame a vedere quelle porzioni..il localino è piccolo e cosi' non potevo non notare i piatti succoletti..cosi' mi sono accontentato di una fetta di torta al cacao con gelato! Yummie! Tanto fuori avrebbe fatto freddo e avrei avuto bisogno di bruciare calorie! Dopo un po' ci siamo avvicinati verso il ponte che collega le due città, da dove avremmo visto la parade. La Parade cominciava alle 2 da Main Street in Lafayette, faceva tutto un percorso per la città, attraversava il ponte e poi arrivava a West Lafayette nel parcheggio di un centro commerciale. Ecco noi avevamo scelto quel parcheggio. E' stato bello, a tratti divertente, e sociologicamente interessante, vedere la parata. Erano ben 168 i carri, chiamati in americano floats, che si erano iscritti alla parata di oggi. Si tratta della piu' grande dell'Indiana e dura circa 3 ore in cui gli spettatori cercano di non morire assiderati per vedere tutti i carri e le persone travestite passare davanti a loro. Per maggiori informazioni ufficiali, e per vedere le foto della parata del 2008 (lo so che non vedete l'ora), c'e' anche a disposizione il sito dell'evento, cliccando qui. Ora vi racconto invece la mia prospettiva. Si tratta di un ammasso di gente cosi' diversa, che interpreta in maniera cosi' differente e alternativa il Natale..sembra di essere a carnevale in certi momenti...soprattutto all'inizio, come potete vedere nel video qui sotto, quando ci siamo imbattuti nell'arrivo dei pompieri di alcune contee che, a sirene spiegate, festeggiavano cosi' l'arrivo delle feste. La cosa più carina erano i bambini delle scuole elementari che lanciavano caramelle dai carri e ci auguravano Buone feste in coro...e poi gli animali, i cani vestiti da babbo natale, i barboncini con occhiali da sole..costumi da leoni, asini veri, cavalli e anche un elefante, finto, gigante nel float del Partito Repubblicano..poi non si lamentino che non prendono voti se il loro simbolo è un lentissimo pachiderma! Ci credo ha vinto Obama!
Ci siamo messi a vedere i carri, e come al solito WanLi da tipica stereotipata cinese, ossessionata da foto e riprese, si è messa a filmare tutta la parata..e ogni tanto mi chiedeva anche di farle foto con il mio cellulare perche' cosi' poteva continuare con il filmino. Che strano personaggio..aveva cambiato il cappello multicolore in uno di lana gialla, essendo parecchio freddo oggi..circa meno 2 alle 3 del pomeriggio.
Verso il float numero 100 cominciamo ad accusare i primi sintomi di ibernazione..meno male che arriva la macchina con sopra MIss Indiana 2009, devo dire notevole, che ci riscalda a tutti noi maschi un po'! Poi arrivano i gruppi teatrali, e ancora le scuole con sopra la Snow Princess e lo Snow Prince! Valli a capire te! C'era anche il carro della Burnett Creek, la scuola dove avevo fatto la presentazione dell'Italia, ormai due settimane fa. Al carro 140 siamo crollati (Sarah se ne era già andata a casa almeno mezzora prima) e cosi' siamo andati via...in realtà la sfilata aveva il suo climax con l'arrivo, dopo il 168 carro, di Babbo Natale...voi dite..l'avete perso! Eh no! Chiaramente WanLi è voluta rimanere lì a tutti i costi, con i pinguini, a riprendere tutto con la sua macchina fotografica!! Arrivato a casa mi sono cambiato e alle 4.30 è passato Steve, il prof di ieri, e mi ha portato a giocare a calcio..ehh sì..mancava un giocatore alla squadra del MUN RED (sarebbe il Manchester United Rosso) e cosi' oggi mi sono schierato in campo. Per l'occasione avevo dovuto comprare una maglietta rossa e l'unica che avevo trovato era natalizia di Charlie Brown cosi' potete immaginare come ero concio! Potevo anche io salire su un carro durante la parata!! Le scarpe quelle da passeggio Nike (così Cristiano è contento) rosse e pantaloncini neri. La nostra squadra era composta da 3 giovani, una ragazza e 4 over 40. Si gioca a 5 più il portiere. Sono partito dalla panchina ma quando sono entrato in campo ho avuto il mio momento di gloria segnando, di destro, dopo appena 3 minuti, un bel gol sotto la traversa da fuori area...il gol del 2 a 1 per noi..finisce il primo tempo 2 a 2(dopo ben 25 minuti), e poi comincia il calvario. La squadra avversaria è piu' forte, e piena di sudamericani che scheggiano veloci nel campo e così ci danno una bella lezione, siglando altri 7 gol nella ripresa. Risultato finale 9 a 2...ma lova è contento, ha corso, segnato e si è divertito. Chiaramente nel campo la doccia non c'e' e cosi' mi sono fatto lasciare da Steve alla palestra dell'univerità dove mi sono fiondato nella sauna...ah che bello! e poi doccia e via verso casa.
Faccio la mia parata solitaria tutto bardato di verde e arrivo a Grant Street. Fa freddo. Ora vado a nanna, domani mi alzero' con la neve. Cosi' dicono tutti da queste parti..senno' che l'hanno fatta a fare la Xmas Parade proprio oggi, se domani non nevica!?

sabato 5 dicembre 2009

Ammazza che Chianti!



Che dire! Quando mi è arrivato il messaggio di Gas con la vittoria schiacciante del mitico Chianti Basket, oggi nel derby, mi son gasato troppo. Mi sentivo che avremmo vinto, e avevo cercato con Facebook, il mio post "Aria di derby" e gli sms di oggi di caricare "Nick the Quick" e tutta la squadra. Ma non mi sarei mai aspettato una vittoria cosi' netta e schiacciante! Caso strano quasi lo stesso scarto della vittoria dei Boilermakers stasera contro Buffalo...quante coincidenze! Dicevano che ad Asciano avevano bisogno di nuove fare nuove strade e cosi' hanno chiamato la banda di "Ivan the Death" ad asfaltare le crete! Grandi ragazzi! Siete stati mi-ti-ciiiiiii, che gioia! E poi dieci vittore consecutive! Dieci come il mio numero di maglia che adesso ho lasciato al Mancio e che sono sicuro che stara' onorando al meglio (dentro e fuori dal campo)! Bravi che dire di altro..mi immagino quello che avete combinato a cena e al Gallery..avrei voluto essere lì con voi per il quinto tempo. Ma Edward non mi ha prestato il suo jet personale..e quello giocattolo non mi avrebbe portato nemmeno al cmapus!
Io, il mio tempo l'ho passato in altro modo ma il basket è stata la liasion della mia giornata, se si esclude la mattina che ho impegnato per fare la spesa da Wallmart e a mettere in moto la lavatrice. Dopo la notizia proveniente dal PalaConi mi sono fiondato in palestra per giocare anche io un po'! Mi avevate fatto venire una voglia di spaccare il mondo intero..cosi' sono andato al REC, da dove ho chiamato "Peter e gli altri della banda" per fare loro le congratulazioni! Grazie ragazzi per il coro al telefono, avreste dovuto vedere la mia faccia e la mia contentezza! Cosi' dopo i 20 minuti di corsa sono andato alla East Gym per giocare. La mia squadra era buona e abbiamo vinto ma ero un po' fuori dal gioco perche' loro si conoscevano tutti e quindi io mi sono limitato a scortecciare il ferro ogni tanto! Poi sono tornato di corsa a casa e mi è passato a prendere un professore, Steve, che insegna metoologia della ricerca sociale e comunicazione interpersonale. Ieri sera mi aveva sorprendentemente invitato a vedere un partita di High School basket, una finale di un torneo, nella quale giocava la squadra della scuola della figlia. No! Non era basket femminile! La figlia, quinta di sei figli, fa invece la cheerleader e quindi era lì con la sua tutina arancione e i pompon argentati a tifare per la squadra di Harrison High School. L'atmosfera era molto divertente e le squadre hanno dato vita a una partita piacevole. Si trattava di ragazzi tra i 16 e 18 anni, e alcuni devo dire, erano veramente bravi...quasi da opzionare! Chissà se il Cappe conosce anche quelli! Così per non sbagliare non metterò i nomi!. E' stata la mia prima partita di basket di Highscool e vedere le cheerleaders (alcune delle quali qualche mio compagno di squadra avrebbe sicuramente brasato pesante!), sentire i cori degli studenti delle due squadre, e vedere un po' di basket combattuto, è stato davvero piacevole. Come la compagnia di Steve! Qui hanno tutto un altro senso delle relazioni tra docenti e studenti..ma questo l'ho già detto e scritto..è chiaro che alla fine si parla di comunicazione, di tesi e di teorie, ma comunque si riesce anche a scherzare e parlare di social life!
La partita finisce con la vittoria (caso o coincidenza) della squadra di casa, la Jefferson High School, soprannominata the Broncos...le cheerleader impazziscono e cominciano a muovere i pompon velocissimi, e c'e' anche l'invasione di campo da parte della fazione più attiva e giovane del pubblico. I giocatori per festeggiare poi si buttano tutti in terra, come avevano fatto all'inizio del match, dopo la presentazione delle squadre..come potete vedere dalla foto...e come mi immagino abbiano fatto i miei compagni di squadra..travolgendo di entusiasmo il palazzetto, lo spogliatoio, il Gallery e anche l'810 di North Grant Street! C'mon GUYS! C'Mon Chianti!!!

venerdì 4 dicembre 2009

Fiocchi di neve tra i fiocchi di lana



E' arrivato il freddo a Purdue. Si, lo ammettono anche i nativi indiani, che si gela in questi giorni...e oggi era solo un assaggio di un weekend che si prevede abbondantemente sotto lo zero. Stamani mattina quando alle 8.30 sono uscito di casa era -3 ma c'era un bellissimo sole che illuminava North Grant Street cosi' ho cominciato a camminare, tutto bardato con sciarpa, cappello e giacchetto grigio...poi pero' mi sono reso conto che era meglio cominciare la giornata senza esagerare e, girato l'angolo, ho optato per il bus.
Stamani ho finalmente conosciuto il professore che mi ha concesso di utilizzare il suo ufficio per questi due mesi del 2009. Si chiama Sorin Matei e insegna Online Interaction e altre materie fichissime. Mi ha invitato a prendere un caffè con lui alle 11 e abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata. Abbiamo scoperto di avere interessi in comune e mi ha inviatato a partecipare alle sue lezioni che cominciano a gennaio..poi, come forse avevo scritto in un altro post, abbiamo parlato della Romania. Lui viene da una città nella Transilvania non lontana da Turda, località da dove proveniva la mia nonna materna. Cosi' mi ha chiesto un po' di cose e devo dire che è un grande esperto di geografia e di migrazioni dei popoli. Cosi' mi ha detto che forse il ceppo di mia nonna era Tedesco della Sassonia e che il mio cognome potrebbe avere origini, non solo rumene ma contaminate da tribù indiane portate in Romania durante l'invasione dei Mongoli. Un tipo molto interessante, e mentre parlava, osservavo dalla finestra dell'HTM Cafè cadere giù i primi fiocchi di neve della stagione. Sorin mi ha invitato a Indianapolis dove vive e penso che ci andrò, visto che dista solo un'oretta a sud da qui. Per ricambiarlo della gentilezza gli ho "ceduto" la sua stanza per tutta la giornata. Cosi' mi sono posizionato nella sala computer dei graduate students e, tramite Shavonne, ho conosciuto altre dieci persone, tutte molte gentili, ma tutte prese dagli esami finali. Cosi' niente Skipe e altri programmi, e sono riuscito a studiare un po'. Ho anche rivisto ad un certo punto anche JN, sempre dietro a mille cose e poi me ne sono andato all'ultima iniziativa dell'ISS prima di Natale: si chiamava "Make and Take a Xmas Gift!". In pratica ci hanno fatto andare in una stanza dove un'artigiana locale ci ha fatto vedere come si lavora l'argilla e poi ce ne ha dato un pezzo a testa e ci ha detto di liberare la nostra creatività. Praticamente ognuno di noi, cioè io, uno studente libanese e circa 30 cinesi, abbiamo preparato quello che volevamo, usando scalpellini, formine, taglierini e poi abbiamo colorato i nostri capolavori con i colori da cottura..sì perche' saranno tutti cotti nel forno del laboratorio artigianale di Lala e portateci indietro all'ISS prima di Natale. Una cosa fichissima! Le forme piu' gettonate sono state le stelle e i fiocchi di neve. Io non vi diro' che ho fatto ma diciamo che mi sono posizionato a metà classifica per la creatività..c'e' chi ha fatto ornamenti per l'albero di Natale, statuine, e chi piu' ne ha e più ne modelli! Esco di corsa dall'evento e torno al dipartimento per una mezzora e poi vado all'incontro (denominato FAC) di tutti gli studenti graduate (cioe' master e PhD) di comunicazione di Purde. Un appuntamento settimanale di tipo sociale che questa volta si teneva ad un pub irlandese. La serata è stata molto carina: eravamo una ventina e cosi' ho conosciuto altre persone, provenienti da tante parti degli States per studiare comunciazione a Purdue. Ci ha raggiunto anche Bhushan e abbiamo fatto due giri di birra rossa mentre il gruppo (rigosamente irlandese, almeno di origini)suonava live. A West Lafayette si fuma fuori dai locali e cosi' era divertente vedere alcuni studenti fumare in mezzo a tanti piccoli fiocchi di neve che scendevano tra il sinuoso fumo delle sigarette. Quando usciamo fa davvero un freddo cane. Si gela, siamo sicuramente sotto zero. Vicky ci dà uno strappo al campus e cosi' con Bhushan decidiamo di andare a farci un bel cookies caldo da Cookie Insomnia, un deliro per gli amanti dei biscotti al cioccolato. Fuori non si puo' stare.Fanno male le tempie. Ormai quasi tutti hanno cappello e tutti hanno i guanti di lana...anche se qualche pazzo ancora indossa le ciabatte, qualcuno con le calze,altri sensa..che dire!. Aspetto l'autobus per tornare a casa. Penso di ibernare. Ho solo gli occhi non coperti dai fiocchi di lana, mentre i fiocchi di neve scendono lenti sulla strada, ma senza attaccare. Salgo sull'autobus e ci sono 40 gradi..i soliti americani...ma il viaggio è breve e cosi' scendo all'incrocio con Stadium Avenue e mi avvio verso casa. I prati sono tutti ghiacchiati, cosi' come le pozze d'acqua rimaste..siamo a meno 5...i fiocchi non scendono più e non vedo l'ora di catapultarmi sotto le coperte di lana del mio letto.