lunedì 4 gennaio 2010

Back to West Lafayette



La mattina Francesco ci passa a prendere..abbiamo appena finito la nostra ultima colazione assieme ed è tempo di caricare le valigie. Si parte..si torna a West Lafayette con una grande incognita. Infatti due giorni prima mi aveva scritto Ed dicendomi che Arthur si era chiuso fuori casa e che non essendoci nessuno in Indiana in quei giorni aveva dovuto dormire in hotel. Quindi ero io la sua unica salvezza, sempre che avessi la backdoor key con me e che funzionasse..in realtà Ed una chiave me l'aveva data il giorno del mio arrivo ma non c'avevo prestato molta attenzione..tanto qui la casa è sempre aperta!!! Fortunatamente l'avevo portata con me nel giro nella East Coast, ma non l'avevo mai provata. Per cui il mio arrivo a West Lafayette sarebbe stato thrilling per me che avrei rischiato di rimanere per strada e per quello sbadato di Arthur che avrebbeio.. dovuto continuare a dormire in albergo..e a pagarmi anche il mio, visto quello che aveva combinato.
Con questo pensiero, e tanti altri che potete immaginare, vado a fare il check-in a BWI. E lì vedo il famoso, tanto chiacchierato bodyscanner! Francesco mi dice che Baltimore è stato uno dei primi aeroporti ad adottarlo e mi viene la voglia di provarlo..quasi quasi mi lascio qualcosa in tasca. Al di là della gabbia c'e' anche una signorina..che voglio di più!! Scherzi a parte è strano vederlo lì già in funzione, quando sui media si parla di etica e privacy..meglio non vedere una sagoma di un pube o trovarsi una bomba in volo? Fate voi le vostre scelte. Saluto e abbraccio tutti..la mia vacanza è finita adesso sul serio. Laura e Ale rimarranno un altro giorno per poi partire domani da Washington. Non mi volto spesso in queste occasioni di saluto, e loro son sempre lì che mi guardano, mannaggia!! Meno male che c'e' il body scanner!! Passo sotto al metal detector ma non suona..sollievo e rammanico allo stesso tempo..ma la cosa strana è che il piccolo monitor del bodyscanner è visibile da dove si riprendono gli oggetti, i bagagli e le scarpe per cui mi giro e vedo la sagoma del sessantenne sotto osservazione! Uno spettacolo! Potete immaginare. A parte le battute, per me la questione della privacy per la security è ridicola, magari qualche attenzione in più nell'area di passaggio non guasterebbe.
Leggo l'ultimo messaggio sul cellulare e salgo sul volo SouthWest per Indianapolis. Dormo sul volo e mi sveglio in Indiana con la neve. Tutto bianco e un freddo cane. Faccio in tempo, al volo, a prendere la navetta per andare a West Lafayette dove mi aspetta JN. Sono felice di rivederlo, ci siamo tenuti in contatto per telefono e email e abbiamo provato anche a lavorare un po' a distanza durante le feste. Arrivo e mi porta subito a casa a provare la chiave...dopo 3 tentativi a vuoto, mi accorgo che entra anche nell'altro verso e la serratura si apre. Yuppy!! Sono in casa! Ma non in camera, perche' Ed mi aveva chiuso la porta della stanza a chiave e nascosta la stessa nel basement...pensate un po' in un'anta di un frigo rotto...la caccia al tesoro ha inizio..dopo aver rivoltato il frigo ci accorgiamo che c'e' una busta bianca ..eccola lì, la chiave!! Sììììììì...apro la porta e c'e' tutto, anche il pacco spedito a Chicago con i miei. Arriva anche Arthur che mi abbraccia dalla contentezza..poverello solo dalla Cina fuori casa, senza ricambi..era andato a fare shopping da Old Navy. JN mi porta a fare la spesa e prendere le cose che mi mancano..è proprio un grande questo prof, un amico! Parliamo di noi e di domani quando ci prenderemo un'oretta minimo per parlare della mia tesi. Con 10 buste di Payless arrivo a casa e sistemo tutto in frigo e in camera. Arthur è su di giri e mi dice se andiamo a mangiare fuori. Ok, dammi un secondo per rivestrimi che fa un freddo. E così ci avventuriamo verso il campus ma è quasi tutto chiuso..ci fiondiamo da quello che fa una sottospecie di calzoni ripieni e lui paga la cena per ringraziarmi..eh sì.. se fossi tornato il fine settimana, cosa che faranno tutti gli altri, come avrebbe fatto il Phd student cinese?! Meglio così. La strada di ritorno a casa è tutta gelata e devo stare attento a non cadere o scivolare..come vedete dalle foto è una pista di pattinaggio. Rientriamo a casa..salgo in stanza..ci sono le valigie da sfare...mi prende un po' male dopo tutti quei gioni in bella compagnia..Sveglia!! Back to reality Alessandro!! Now it's time to restart the Purdue's Mode!! 1..2...3..Let's Play!

domenica 3 gennaio 2010

Time to leave



Tempo di ripartire per Baltimore, tempo per rientrare a West Lafayette...tempo per salutare Laura e i suoi occhi brillanti di gioia. Questi i pensieri della domenica mattina mentre le due ragazze stanno facendo le prove per la chiusure delle valigie. La mattina è volata, forse spinta dal vento forte freddo proveniente dal Canada: classica fermata a colazione per l'ultimo fantastico Bagel Ham and cheese(stavolta senza uovo) e poi via uptown, nella quinta strada, per gli ultimi acquisti suonanti. Poi di corsa, cercando di evitare le metro locali e i lavori in corso, al Pier 17 per un ultimo sguardo al Ponte e a Brooklyn che ci hanno accolto e ospitato a braccia aperte in questi sette giorni, ormai volati via. Quanto mi piace questo posto e la vista dal pontile..ci starei ore ed ore, disteso nelle sdraio di legno del secondo piano, allietato dai suoni delle navi e dei gabbiani. Ma oggi non c'e' tempo (nemmeno per una sosta al bagno)e così via di fretta a Fulton a prendere la metro per la casa di Alia. La fermata classica in questi giorni è chiusa per lavori cosi' scendiamo a Pacific-Atlantic e ci facciamo quasi dieci minuti a piedi fino a lafayette. Entriamo in casa, in un baleno siamo fuori manca poco e rischiamo di perdere il megabus per Baltimore..non possiamo Francesco ci aspetta ...è anche l'anniversario di matrimonio con Katia, aspettano noi per andare a cena. Cosi' corriamo, spinti da Eolo ma con la zavorra delle valigie e arriviamo alla metro..poi si cambia linea e si prende la blu con io che da buon cavaliere aiuto Cicia a portare la pesante valigia, piena di vestiti mai messi e di regali promessi. La fortuna ci aiuta e riusciamo ad arrivare in tempo per la fila al Megabus, nello stesso punto dove lo avevo preso con Alba e Frank. Fa un freddo cane, scendiamo a prendere 3 caffè bollenti ma la situazione non cambia..rischiamo di assiderare per colpa del blizzard!! Meno male stavolta il bus è puntuale e saliamo a bordo e riacquistiamo colore. Il viaggio è tranquillo e pieno di momenti di condivisione tra di noi...due..perchè Ale dorme che è un piacere. Arriviamo a destinazione ci aspettano tutti. E via a mangiare una bella bistecca e cipolle fritte!! Cosi' festeggiamo l'anniversario e la mia partenza. Dopo cena tappa indispensabile: WallMart. Ho bisogno di comprare un'altra valigia, la darò da portare a Laura e cosi' io potro' rimandare alcuni vestiti in Italia, mettere i regali e lei le cose che ha comprato. Decisione saggia! Così andiamo in giro a comprare la valigia (che diventerà la mia prossima Sena bag per il rientro romano di febbraio), le ultime cioccolate per la calza della Befana e poi via a Empson Road. Laura è triste, io la maschero meglio, ma mi dispiace molto che parta..siamo stati davvero bene assieme in queste settimane. Ma "c'est la viè"! Purdue, JN e la tesi di dottorato mi aspettano. Sfaccio e rifaccio le valigie con un misto di malinconia ma con la voglia di riprendere l'avventura in Indiana..forse non so nemmeno se riusciro' ad entrare in casa!(ma questo lo leggerete domani).
La valigia verde mela è pronta per il volo di domani. Io ancora non lo so...intanto mi vivo questi momenti...mi sento felice e fortunato allo stesso tempo..quel tempo che ho rincorso spesso in passato adesso è qui presente con me.

sabato 2 gennaio 2010

It's shopping time!!!



Come promesso ieri oggi era grande giornata di acquisti...e anche io leggerete che ho fatto la mia parte. Sveglia presto, sessione di saluti ai familiari su Skype, e poi via da Bagel Delight a farci la nostra powerful breakfast a base di bagel and muffin. Poi via nella metro destinazione Soho: prima tappa Hollister! Il negozio è strafico: cinque piani fatti tutti a pontile in legno con schermi che proiettano le immagini del mare della California..si tratta di uno spin-off brand di Abercrombie, è la marca che va di più tra gli under 25...e il negozio è pieno di fusti e commesse dalle curve paraboliche, per usare un eufemismo. La roba costa un po' meno ma trovarla è un casino con tutti quei piani. All fine usciamo tutti muniti di sacchetti e scrontrini dorati, una vera chicca alla Cristiano Malgioglio. Seconda tampa sti benedetti Huggs che non comprerei mai in vita mia per quante volte li ho sentiti nominare da Alessandra e piu' in generale da tutti gli italiani. Qui devo dire però che servono gli stivaletti col pelo..visto il freddo e le temperature polari della Big Apple!Chissà nella Chiana e nell'Aretino..o nella ciociaria! Comprati gli oggetti del desiderio, e flaggata un'altra voce sulla lista degli acqusti, ci aspetta la baraonda di Century 21 a Ground Zero. Lì si che sarà battaglia. Dal campo di guerra esco vincitore con due cravatte e due paia di scarpe, ma non Hugg state tranquilli!! Infatti qui hanno il mio numero con facilità e a prezzi piu' bassi che in Italia. Poi due pensierini per amici e via a casa a fare pranzo alle quattro!!! Sì non volevamo buttare il fantastico cibo del 31 per cui ci siamo rifatti da capo, col cibo e col vino, ma senza bombette e trombette per festeggiare. Poi alle cinque eravamo di già in pista per andare da Macy e in altri store fino alla chiusura. Da lì abbiamo deciso di passare l'ultima sera nella Big Apple facendoci una bibita calda e un pezzo di torta da Caffè Lalo, il posto dove hanno girato una delle scene più famose di C'è posta per te!! No! Non quello della De Filippi, ma il film con Meg Rayan e Tom Hanks. Per fortuna il tavolino (minuscolo per la verità) si è liberato subito e ci siamo messi a sedere davanti a un bel cappuccino fumante e a una cheesecake al Bayles...strabuona! Questo bar dell'Upper West Side è davvero carino e fuori la fila di persone è già notevole..è sabato sera..ma niente italiani!
Finiamo di bere e dopo le foto di rito ritorniamo alla metro rossa per andare verso casa di Alia. Brooklyn ci aspetta...bisogna fare tutte le valigie, pulire la casa e preparare i bagagli perche' domani si riparte...la fantastica avventura newyorkese è quasi finita..il Megabus ci aspetta..così come Fido (nome fittizio dato da me!) il cane dell'appartamento accanto che ci saluta sempre abbaiandoci quando rientriamo.
Guardo Brooklyn dai vetri del soggiorno...una settimana è volata..quando sei in vacanza e stai bene con le persone il tempo passa troppo in fretta.. o almeno così soggettivamente pare.

venerdì 1 gennaio 2010

Capodanno da Moma



Eccoci nel primo giorno dell'anno nuovo. Il 2010 comincia così a Brooklyn..e chi l'avrebbe mai pensato solo 6 mesi fa...e non da solo...e chi lo avrebbe pensato lo stesso un po' di tempo fa! Anyway, la sveglia non fa in tempo a suonare che ci pensano i camion dei pompieri a darci il buongiorno. Infatti dalla finestra notiamo come davanti casa ci sia un dispiegamento di pompieri e polizia..non come ai livelli di Chicago da Norstrom ma molto numeroso lo stesso. Non capiamo cosa facciano: stanno buttando giù una porta davanti al nostro palazzo e salendo con una scala dal tetto di una casa vicino la Metro. Boh che saranno due gattini rimasti chiusi? Gloria che aveva lasciato la patente vicino alla frutta? Chi lo sa! Accendiamo la televiosione e non dicono nulla..per cui no news no event, come è la regola del nuovo pessimo giornalismo di questi tempi. Ci laviamo dai bagordi della notte e andiamo a fare colazione verso Union Square, a Au Bon Pain. Da lì un giro di scarpe per le ragazze e una doppia visita a Barnes & Noble per me alla ricerca di libri per la mia tesi e i miei studi. I bookstore americani sono fantastici, ci passerei giornate intere! Poi ci avviciniamo a Bryant Park, dove eravamo passati la sera prima (anzi poche ore prima) e ci prendiamo un caffè davanti alla pista sul ghiaccio, con vista sull'Empire. Poi è l'ora del Moma!! Oggi è gratuito dopo le 16 per cui andiamo sulla Quinta e ci mettiamo in fila per prendere il biglietto omaggio..tanti italiani, troppi, anche qui..manco si fosse da Abercrombie..mica avranno sbagliato fila?! Ma comunque questo fatto è positivo, come indicatore di cultura...o almeno indicatore di volontà di avvicinarsi alla cultura..poi pero' bastava sentire le pronunce di alcuni pittori da parte di nostri connazionali per farsi accapponare la pelle..pittori francesi che diventano maghi che aprono le porte di palazzi..per fare solo un esempio!! Il Moma è fantastico (qualche giorno dopo visto che questo blog è ancora per poco "asincronizzato", sono diventato fan su Facebook) e ci sono opere bellissime di Van Gogh, Picasso, Cezanne, Matisse, Miro e poi tutta la parte degli artisti del dopo guerra americani come Warhol con la sua golden Marylin e la zuppe Campbell! Facciamo anche tutta l'ala del design e poi dopo due ore di visita, stremati collassiamo nei divanetti all'entrata. MoMa diventa allora MO M'Appisolo...e ci mancava poco vista la botta di stanchezza, non da arte, ma dalla sera prima. Decidiamo di andare a cena al messicano. Dopo un viaggio a vuoto in un ristorante ormai chiuso dalla crisi, ma ancora segnalato nella nuovissima Lonely Planet regalata a Cicia, decido di portarle al Rodeo. Si tratta di un bar ristorante messicano molto carino, vicino alla vecchia casa di Blase..terra di sbornie a base di tequila e di brasaggio ai tempi della singletudine di Pipazzo!! Mi sembra che ci siamo stati anche con Stex!! E' quello che quando entri ci sono tutte le arachidi da sbucciare e che alla fine diventano arma di seduzione e non solo snack per aspattare il tavolo!! Ci sediamo e ci facciamo burriti e quesadilla serviti con birra e frozen margarita. Finiamo di mangiare e nella sala accanto (in quella dove eravamo noi c'era una sosia di Lady Gaga a cui volevo chiedere l'autografo!) si esibisce un gruppetto (che vedete nella foto) in canzoni country e da vecchia balera statunitense. Noto che attorno a noi ci sono persone con camicie da western, cappelli con tesa..devono essere i fan venuti a seguire la band. Laura voleva musica dal vivo quella sera..eccola servita! Sentiamo qualche canzone e ce ne andiamo a casa...un po' di gatti nella metro, scatole che diventano borse da donna pret a porter e tutti a nanna. Domani ci aspetta lo shopping day!!!

giovedì 31 dicembre 2009

Tra pensieri e immagini



Non potevo esimermi da prendermi poche righe per pensare e per riflettere su questa notte e su quello che ci aspetta in questo anno.
Partiamo da una osservazione. L'enorme e meticolosa macchina della sicurezza di NY per proteggere i cittadini e i turisti da possibili attentati la notte del New Year's Eve. Sui giornali e suoi siti Internet era riportata tutta la dotazione dei poliziotti: dalle classiche pistole di precisione ad apparecchi per intercettare le bombe sporche e sostanze per pulire l'aria da bombe chimiche. Telecamere ovunque e elicotteri a pattugliare il cielo. Insomma un dispiegamento eccezionale per una serata che doveva andare bene, visto l'episodio del volo Delta e del furgoncino sopsetto del giorno prima. Pensiamo a tutti quelli che hanno lavorato per la sicurezza di questa notte, (non solo qui a NY) per permetterci di divertirci in spensieratezza..troppo spesso ci dimentichiamo o diamo per scontato tutto questo.
Allora mi piace augurarvi un buon anno con due foto. La prima è la sintesi di cosa era New York quella sera..una, delle centinaia delle macchine della polizia in primo piano sullo sfondo della lucente Times Square.
La seconda è la scritta che campeggiava in una facciata di Macy's: Believe! La speranza è quella di avere tutti qualcosa in cui credere, qualcosa in cui "Believe"!! Che sia una fede, un amore, un libro da scrivere, un lavoro, un obiettivo da raggiungere, un mondo più equo e più sicuro...occorre che tutti noi abbiamo qualcosa in cui credere per poter dare un senso alla nostra vita e a questo anno nuovo!! Auguri!!!

Happy New Year!!!!

L'ultimo dell'anno perfetto non poteva che cominciare con una bella nevicata..eh sì fa fuori la finestra i tetti e le strade imbiancate di Brooklyn avevano un fascino particolare..quel fascino che avevao sperimentato anche con i miei il 22 dicembre e a marzo con Pietro di ritorno dalla nostra avventura a Boston. NY con la neve sotto Natale è ancora più bella e fascinosa...anche se la pacariglia che si attacca ai piedi e i fiocchi che scendono creano problemi di equilibrio e di tenuta stagna dei vestiti. Così abbiamo fatto colazione a casa, ci siamo vestiti a dovere e siamo andati a fare un giro a Downtown Manhattan, con tanto di foto a Brookling Bridge e City Hall Park. Poi la mattina di shopping selvaggio alla ricerca delle mutande rosse per la sera. Le mie è stato facile trovarle ma quelle di Laura è stato davvero un problema. Volevo regalargliele un paio di Victoria Secret e così siamo andati ad Herald Square e Manhattan Mall..ma niente da fare di rosse, solo mutande della nonna, oppure large o extra large che entrano nei sederi pachidermici di qualche americana un po' sovrappeso..Allora ci siamo diretti a Soho dove avevamo visto che c'era un negozio di Victoria..niente pure lì! I negozi sono stati saccheggiati dalle centinaia di italiani in vacanza nella grande mela..così tanti che a volte mi veniva da parlare in inglese per non farmi riconoscere...e poi tutti a comprare le stesse cose, manco si fosse per Via Banchi di Sotto o in Via Condotti a Roma!! In compenso c'era sempre la fila (con pochi italiani) per entrare da Hollister, il nuovo brand fashion che sostituirà (e arricchhierà) Abercrombie nei prossimi mesi. Ci potete contare! Parola di Fashion Lova! Insomma niente mutande rosse? No andiamo da Bloomingdale e lì Laura ne trova un paio carino. Vado a pagare e la tipa mi dice come mai le ho prese rosse..in Usa si mettono gialle perchè portano soldi!! Mi verrebbe da dirle che le mutande gialle mi fanno schifo e se una mi dice che ha le mutande gialle mi viene subito da pensare male..io le dico che da noi è rosso..perchè è amore, sentimento, passione e non solo soldi e business..Questione di culture diverse...anche nelle mutande. In compenso c'e' chi ci si mette l'esplosivo, ma speriamo che per stasera rimangano nel cassetto a casa. Poi tutti a Lafayette a cucinare e vestirci con i gadget comprati per strada...bombette, confetti, occhiali, trombette, cerchietti etc. Il menù è ricchissimo. Antipasti: crostini mascarpone e noci, mascarpone e churrizo caldi in forno, pezzi di cheddar cheese con sedano, tostitos con salsa messicana e pretzel. Da bere spumantino alla mela corretto con il rum. Poi di primo mac & cheese modificati con churrizo e passati in forno per renderli croccanti. Di secondo spezzatino al battuto di carote e sedano con insalata mista e patate costto al forno con formaggio e l'ultimo churrizo rimasto, con accompagnamento di vino rosso della California...di dolce cupcake al colore blu puffo e tortina alle fragole con cuba libre (qui si chiama Rum and Coke) e altre bevande a scelta. La tavola imbandita è arricchita da piatti argentati, tovagliolini augurali e calici di plastica. Uno spettacolo..e come tutti gli spettacoli c'e' stato anche il colpo di scena..quando alla caduta di un crostino in forno, si è acceso l'allarme anti-incendio cominciando a gridare ad altra voce "Fire!Fire!Fire!"..allora c'e' preso il panico che fosse collegato ai pompieri cosi' ho dovuto chiamare subito Alia e chiederle come fare...meno male non era collegato ma abbiamo dovuto aprire tutto e solo al quinto mio bercio "Shut Up", ha smesso di funzionare!! Se ci ripenso mi viene ancora da ridere alla scena..che si è ripetuta quando sono state sfornate le patate..e via a ri- Fire, Fire, Fire!!! e su a aprire finestre e dirgli di sta zitto!!! Dopo cena ci siamo vestiti comodi e con i nostri occhiali e armamentari vari siamo andati a Times Square, dove si era appena esibita JLo in una tutina da gatta niente male!! Arrivati alla 34esima siamo risaliti a piedi fino alle transenne da cui abbiamo aspettato il countdown del dropping della ball e brindato al nuovo anno. Happy New Year!! Auguri!!Il 2009 finisce qui...comincia il 2010 a suon di trombette e fuochi di artificio, con baci e abbracci e niente alcol..visto che negli USA non si puo' bere per strada. Guardiamo in lontananza i fireworks di Central Park e poi facciamo un giro per Bryant Park, visto che ha quasi smesso di piovere...la pioggia ha lavato via tutta la neve, ma non la nostra voglia di festeggiare e celebrare l'anno nuovo nella Grande Mela.

mercoledì 30 dicembre 2009

Razzi o Rockettes?!

Il vento fischiava ancora più forte stamani con punte di 40 miglia orarie e così l'idea è stata quella di fare un pò di giri per Brooklyn la mattina per poi dedicarsi a Central Park e altre zone di Manhattan nel pomeriggio. Dopo una bella colazione avevamo una missione: quella di riuscire a prendere i biglietti per uno show per la sera stessa. Così siamo andati da TKTS un'associazione no profit legata ai teatri di Broadway che vende i biglietti degli spettacoli della sera stessa ad un prezzo ridotto dal 30 al 50%. Il giorno prima eravamo andati allo sportello di Times Square ma la fila era gigante..per cui seguendo le indicazioni di Alia abbiamo optato per lo sportello di Brooklyn. Faceva freddo e così con un caffè tra le mani ci siamo fatti quasi un'ora e venti di fila..mentre ero in fila e parlavo con un chirurgo americano che mi raccontava dei suoi convegni tra Verona e Venezia, mi squilla il cellulare. Era Frank che mi dice che ha sentito alla televisione che c'e' un furgoncino sospetto a Trafalgar Square e che hanno fatto evacuare tutta la piazza..io gli dico, va bene ma perche' mi hai chiamato? non sono mica a Londra...e lui mi dice che no è in quella piazza a NY piena di luci dove siamo stati con mamma a fare le foto..capisco che parla di Times Square..la cosa si fa seria! Dopo le mutande scoppiettanti di Natale, qualcuno vuol far saltare in aria Times Square, dove tra un giorno si celebrerà la festa della Grande Mela. Non ci posso credere...e noi vogliamo andare proprio lì domani...va beh, faccio la fila..pensando che meno male non eravamo andati lì stamani a prendere i biglietti .. e poi vedremo cosa dicono alla televisione quando rientriamo a casa. Prendiamo i biglietti per lo show di Natale delle Rockettes..quaranta ballerine tutte sciancate che promettono di farci divertire nello show natalizio per eccellenza di NY. Prendiamo la metro e andiamo a fare la spesa in Atlantic Street per il cenone dell'ultimo dell'anno..abbiamo infatti deciso che ci diletteremo a cucinare un mix italiano-americano e poi usciremo nella grande mela a festeggiare..sperando di non prendere addosso qualche razzo di qualche terrorista impazzito. Posiamo le borse con il cibo a casa e vediamo le News per capire cosa è veramente successo...stanno riaprendo la piazza ma la situazione non lascia comunque molto tranquilli..le inefficienze della polizia americana sembrano accumularsi una dopo l'altra in questi giorni...o forse noi le sappiamo solo in questi giorni..ma poco cambia. Usciamo e andiamo subito a Central Park per far vedere a Laura il polmone verde di NY al tramonto..in realtà facciamo solo un piccolo giro perchè comincia a far buio, ma ce la facciamo ad osservare centinaia di persone correre e cadere sui pattini nella splendida pista di ghiaccio con sullo sfondo lo skyline di Mahnattan. Che spettacolo! Guardare la foto per credere... A proposito di spettacolo manca poco per quello delle Rockettes..e così scappiamo verso Radio City Music Hall. Facciamo la fila, disciplinata, non come in Italia, ed entriamo in questo maestoso taetro, pieno di luci e lampadari rococo'! Poi l'ìngresso in sala e i nostri posti sono davvero spettacolari..siamo in quinta fila accanto all'orchestra che ogni tanto sale dal caveau per suonare qualche pezzo. Lo spettacolo è molto bello: protagonista Babbo Natale e le sue storie con pupazzi, nani e bambini e soprattutto le splendide Rockettes (di cui vi metto una foto e un video) che si alternano in balletti tipo tip tap con vestiti luccicanti che fanno risaltare le scosciate e i continui can can delle ragazze. Dopo un'ora e mezzo ci spelliamo le mani dagli applausi: valeva davvero la pena fare la fila nel freddo la mattina per vedere lo show. Il teatro è tutto pieno! Che bello davvero!!! Andiamo a letto felici (senza pensare al camioncino) e domani sarà un altro giorno..l'ultimo del 2009...che la festa abbia inizio!!